Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <588>
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588 Roberto Cessi
atteggiamenti di scrittori e di giornali, che affiorano nel sim­bolismo letterario, risulta più comprensibile la psicologia pò* litica, nella quale si adagia lo spirito veneto nel progressivo sviluppo delle aspirazioni liberali. L'accento soavemente ro­mantico di una letteratura talora frivola, ma talora anche pensosa, che fra le amenità di sorrisi artistici spesso inseriva, sia pine coloriti di stretto moralismo, problemi sociali, contri­buiva ad avvincere le menti, soprattutto degli indifferenti, a un interesse più vivo della società, ad allargare la visione dal piccolo orizzonte municipale a quello continentale, a far sentire i palpiti di una umanità più vasta traverso il pensiero e l'anima di scrittori stranieri. Era un'opera di educazione ne­cessaria a restituire una sana coscienza ai popoli, come avver­tiva Tommaseo a Mazzini, alla quale lo stizzoso dalmata, fra tante stravaganze, non era alieno dal collaborare, quando ne avesse ravvisato la bontà degli intenti, l'onestà dei fini.
Il culto di Dante- era un simbolo dopo tanto disprezzo, che aveva circondato la memoria del grande poeta.
Certo il Veneto non era paragonabile alla Lombardia e al Piemonte: era stimolato da esigenze diverse, offriva diverse prospettive in rapporto alle naturali capacità produttive, ave­va problemi propri, che proponevano e nell'ambito industriale e in quello commerciale e in quello agricolo, nei rapporti in­terni e nei rapporti internazionali, soluzioni non sempre coe­renti a quelle delle altre regioni. Se nei confronti dell'indu­stria tessile nel Veneto, che occupava una posizione eminente nell'economia regionale, sembra prevalere l'impiego laniero a quello serico, si da offrire le disponibilità del prodotto greg­gio alla lavorazione lombarda, in altri settori, ove non si po­tesse parlare di antitesi, si ravvisava una discordanza consona alle esigenze locali.
La pressione, che sul commercio veneto esercitavano gli sbocchi tirreni e adriatici di Genova e di Trieste, non trascor­reva inosservata e se ne potevano rilevare sensibili riflessi nel­l'impostazione e nello sviluppo dei problemi delle comunica­zioni, orientati nel Veneto su una direzione longitudinale, mentre in Lombardia, ma più decisamente in Piemonte, pre­valse la soluzione verticale.