Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <589>
immagine non disponibile

il Veneto nel Risorgimento 589
Tuttavia le incertezze, le esitazioni, i dispareri, che si affacciavano nelle valutazioni tecniche, quale effetto di una relativa insicurezza economica, se ritardavano rispetto ad al­tre regioni un rapido avanzamento, non paralizzavano la sua efficienza e soprattutto non s'opponevano al convergere degli sforzi nel comune ideale, cui faceva capo ogni proposizione di riforma, quello dell'indipendenza nazionale, anche se mi­tigato nel suo acceso colore politico da qualche tono municipale.
Da qualunque aspetto si esamini il corso degli eventi, è lecito sorprendere toni maggiori o minori di un rinnovamento, che preparavano menti e cuori ad accogliere con calore ed en­tusiasmo gli inviti a infrangere le catene di una servitù, che gravava su tutti e su ciascuno in misura insopportabile. Man mano che ci si avvicina al fatale momento, nel quale la rot­tura diventò inevitabile, si sente crescere l'impeto, che mal si comprimeva nel segreto dei cuori. Il 1846 annunzia un'inquie­tudine, che la diplomazia invano depreca, ma non sa correg­gere; il 1847 è tormentosa vigilia, nella quale ognun sente pros­simo il momento di risoluzioni drastiche: lo sentono i popoli. À frenare la troppa libertà di espressione il logoro rigore poli­ziesco è ormai insufficiente, perchè classi umili e classi colte rispondono ad analogo sentimento, e il grido è comune. Qua­lunque occasione, fosse piccola o grande, era opportuna per manifestare una volontà, che ormai era inutile dissimulare, perchè nota a tutti, anche alle autorità di polizia, costrette a subirla senza reagire. La reazione poliziesca doveva limitarsi ai casi clamorosi; non poteva inseguire tutte le manifesta­zioni, forse più dure e significative dell'innocente banchetto intorno a un Cobden o del rumoroso discorso di un Tommaseo, o della castigata petizione polemica di un Manin, ma assai più di queste afferrabili.
8. La rivoluzione era giunta a un punto critico di maturazione, ed aveva bisogno di compiere uno sforzo supre­mo per rompere l'incrostazione, che invano l'opprimeva, e per sortire a respirare aria purificata nella pienezza della sua vi­talità. La nuova classe dirigente era già costituita; i presuppo­sti del programma, che essa doveva attuare, erano chiara-