Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOGRAFIA ; VENETO
anno <1957>   pagina <593>
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Il Veneto nel Risorgimento
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rere con entusiastica spontaneità. Il contributo di questa gente inerita ricordo, come giustamente fu rivendicato dai comi­tati di emigrazione, qua e là formatisi dopo l'insuccesso qua­rantottesco per raccogliere i profughi, che non potevano o. per debito di coscienza, non volevano ritornare alle loro case. Ma è chiaro che nel decennio dal 1849 al 1859, nel quale la diplomazia s'affannò per raccogliere il frutto dei sudori altrui, fu la massa popolare, non vincolata ad egoistico interesse per­sonale, quella che esercitò potente influenza, e decise ciò che i governi non riescivano a definire. Questa massa fu in perenne agitazione, in ascolto di ogni movimento, pronta ad associar-visi fino al martirio, e fece eco ai condannati di Belfiore con propri figli, e alle giornate milanesi del 1853., regalando pegni alle carceri austriache. La Usta è lunga, e ben documentata. Gli esuli recavano fatti e non parole a coloro, che volevano intendere, e anche a coloro che, trincerati nella riserva diplo­matica, non volevano intendere.
Era posto altrettanto chiaramente un problema, che la rovente atmosfera del biennio aveva lasciato nella penombra, l'unità veneto-lombarda. Le discussioni del 1848 tra Milano e Venezia e perfino la procedura dell'annessione al Piemonte, risuscitando vecchie gelosie non ancora completamente can­cellate da matura esperienza* avevano proiettato un'ombra sull'unità di interesse tra le due regioni, e questa incertezza, interpolata nei momenti più accesi delle risoluzioni, si era ri­flessa anche nel campo internazionale, offrendo argomento ai mediatori del conflitto austro-sabaudo per formulare il com­promesso transattivo di staccare il Veneto dalla Lombardia. Se in un certo momento il governo di Vienna ed anche Radetzky, quando la fortuna soffiava sfavorevole, erano di­sposti a cedere almeno in parte la Lombardia, mai a nessun patto avrebbero abbandonato il Veneto, che per essi era ga­ranzia del possesso adriatico. Dopo il recupero di Milano, il governo viennese ripropose la tesi del rispetto ai trattati del 1815 e reclamò la restituzione integrale del Lombardo-Ve­neto, nonostante le sollecitazioni franco-inglesi di transigere su qualche pezzo di Lombardia. Nemmeno a Londra e a Pa­rigi mai si era pensato di consegnare al Piemonte tutto il Lom?