Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOGRAFIA ; VENETO
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1957
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Il Veneto nel Risorgimento
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rere con entusiastica spontaneità. Il contributo di questa gente inerita ricordo, come giustamente fu rivendicato dai comitati di emigrazione, qua e là formatisi dopo l'insuccesso quarantottesco per raccogliere i profughi, che non potevano o. per debito di coscienza, non volevano ritornare alle loro case. Ma è chiaro che nel decennio dal 1849 al 1859, nel quale la diplomazia s'affannò per raccogliere il frutto dei sudori altrui, fu la massa popolare, non vincolata ad egoistico interesse personale, quella che esercitò potente influenza, e decise ciò che i governi non riescivano a definire. Questa massa fu in perenne agitazione, in ascolto di ogni movimento, pronta ad associar-visi fino al martirio, e fece eco ai condannati di Belfiore con propri figli, e alle giornate milanesi del 1853., regalando pegni alle carceri austriache. La Usta è lunga, e ben documentata. Gli esuli recavano fatti e non parole a coloro, che volevano intendere, e anche a coloro che, trincerati nella riserva diplomatica, non volevano intendere.
Era posto altrettanto chiaramente un problema, che la rovente atmosfera del biennio aveva lasciato nella penombra, l'unità veneto-lombarda. Le discussioni del 1848 tra Milano e Venezia e perfino la procedura dell'annessione al Piemonte, risuscitando vecchie gelosie non ancora completamente cancellate da matura esperienza* avevano proiettato un'ombra sull'unità di interesse tra le due regioni, e questa incertezza, interpolata nei momenti più accesi delle risoluzioni, si era riflessa anche nel campo internazionale, offrendo argomento ai mediatori del conflitto austro-sabaudo per formulare il compromesso transattivo di staccare il Veneto dalla Lombardia. Se in un certo momento il governo di Vienna ed anche Radetzky, quando la fortuna soffiava sfavorevole, erano disposti a cedere almeno in parte la Lombardia, mai a nessun patto avrebbero abbandonato il Veneto, che per essi era garanzia del possesso adriatico. Dopo il recupero di Milano, il governo viennese ripropose la tesi del rispetto ai trattati del 1815 e reclamò la restituzione integrale del Lombardo-Veneto, nonostante le sollecitazioni franco-inglesi di transigere su qualche pezzo di Lombardia. Nemmeno a Londra e a Parigi mai si era pensato di consegnare al Piemonte tutto il Lom?