Rassegna storica del Risorgimento
VENETO ; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1957
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pagina
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603
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Patrioti veneti nella storia del giornalismo genovese 603
Leonardo Àndorvolti, Vespasiano Andrcoli, Piero Bellini Bragiola. Luigi Bertagnoni, Luigi Filippo Bolallio, Giovanni Brena, Tommaso Buccina. Antonio Caligo Marcantonio Canini, Domenico Coriolato, Giuseppe Giulio Ceroni, Giuseppe Clementi, Giacomo Cuniali. Filippo De Boni, Emilio De La Rue. Domenico Della Bossa, Giovanni Della Motta, Alvise Dicdo, Enrico Donatelli, Giovanni Battista Fauché, Pietro Facchinetti, Arsenio Favauclli, Francesco Ferrerò, Francesco Ferro, Giulio Gaiter, Antenore Kclledcr, Ma* ria Leonardi, Dario Manetta, Alberto Mario, Pietro Mazzuchclli. Nicolò G. B. Morosini, Pietro Pcgolini, Giuseppe Rancan, Luigi Tonctti. Giuseppe Trevisini, Giuseppe Uziel, G. B. Vare, Giuseppe Vcndrainini, Luigi Vìviani, Luigi Zolli. - )
Questo elenco, naturalmente, non ha pretesa alcuna di completezza: solo si è voluto presentarlo come u u'indicazione del fatto che Genova era un centro ove i proscritti veneti affluivano e si sistemavano con una certa frequenza. Ad integrare la lista innanzi redatta si possono del resto fare altri nomi, taluni dei quali di particolare rilievo e che si è lasciati da parte unicamente perchè non collegati ad una permanenza lunga e continuativa in Genova: si intende Gustavo Modena, ~) Aleardo Aleardis) e Francesco Dal-l'Ongaro, 4) e con essi altri numerosi di minore notorietà, ma di altrettanto vivo spirito patrio, come, ad esempio, Cesare Pcrocco, applaudito organizzatore di accademie di poesia.s)
Della presenza e dell'attività dei proscritti veneti in Genova si hanno poi molteplici indicazioni nei giornali locali del tempo. Ciò è da dirsi sia relativamente alla loro partecipazione alla vita delle associazioni che raccoglievano gli emigrati politici, 6) sia in ordine alle disavventure occorse a taluno di essi particolarmente bersagliato dai rigori polizieschi, 7) sia infine
) Tra questi rifugiati tutte le provincie del Veneto erano rappresentate. La maggior parte di essi proveniva peraltro da Venezia e da Verona. Veneziani erano infatti, tra gli altri, Boluffio, Buccina, Cuniali, Fauché, Manetti, Uziel e Vare. Originari di Verona o della provincia erano, invece, Andrcoli, Brena, Ceroni, Clementi, De La Rue, Donatelli, Gaiter e Kcllcder. Dicdo era padovano, Ferro e Ferrerò di Treviso. Tra i vicentini si annoveravano Coriolato e Della Bossa, e tra i friulani Andervol ti, De Boni, Della Motta e Zilli. Della zona di Rovigo era infine Mario.
Profili biografici di molti di questi patriota veneti sono inseriti nel Dizionario del Risorgimento nazionale. Ciò è da dirsi in particolare per Andervolti, Bolaffio, Brena, Bucchia, Canini, Ceroni, Clementi, Cuniali, De Boni, De La Rue, Diedo, Donatelli, Fauché, Ferro, Gaiter, Manetta, Mario, Morosini, Pegoliui, Uziel, Vare e Zilli.
2) per il soggiorno di Gustavo Modena nel 1856 cfr. G. G. TRIULZI, Gustavo Modena, in // Lavoro, Genova, 20 settembre 1936.
3) Circa il periodo in coi FAleardi risiedette a Genova si può consultare FHAISCESCO ROSSO, La vita e i canti di Aleardo Aleardi, Fossano, Tip. Marco Rossetti, 1900, p. 49.
*) F. Dall'Ongaro e il suo epistolario scelto. Ricordi e spogli di ANGELO DE GUBEBNATIS, Firenze, Tip. Ed. dell'Associazione, I87S, p. 100.
5) Cfr. // Tribuno, Genova, 21 gennaio 1850; Gazzetta di Genova, 24 gennaio 1850.
6) Molteplici dati in proposito possono essere tratti dagli scritti del Poggi e del Loero, cui già si è fatto riferimento alle note 1) e 2) alla pagina precedente. Tra gli elementi più. attivi in seno alle organizzazioni degli emigrati politici in Genova risultarono, tra i veneti, l'aw. Francesco Ferro, Alberto Mario, e Niccolò G. B. Morosini.
7) H De Boni, ad cs., fu colpito nel settembre del 1848 da un provvedimento di espulsione da Genova. Analoga misura fu adottata nel febbraio 1853 contro Mauro Macchi e il Pcscantini. Numerosi arresti di emigrati politici furono effettuati nell'ottobre 1853, secondo quanto risolta da notizie pubblicate dal Corriere mercantile in data 2, 4 e 19 ottobre 1853. E altri e molti oasi analoghi si potrebbero citare insieme con questi, in quanto al pericolo di disavventure del genere i rifugiati politici erano soggetti in permanenza, solo ohe le autorità cominciassero per una qualsiasi ragione od allarmarsi dell'attività da CBBÌ svolta.