Rassegna storica del Risorgimento

VENETO ; GENOVA ; GIORNALISMO
anno <1957>   pagina <604>
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Leonida Balestrai
per quanto si attiene alle dolorose odissee vissute da aitici alla ricerca di la­voro o costretti, per fronteggiare le più impellenti esigenze di natura econo­mica, ad adattarsi alle situazioni più inusitate. l '
Ma già che si e accennato ai giornali genovesi del tempo, un'immediata associazione di idee apre la via a considerare quale possa essere stato il con­tributo ad essi dato dagli emigrati politici in genere, e tanto per rima­nere in argomento da quelli veneti in particolare.
Senza dubbio la presenza in Genova di gruppi notevoli di proscritti po­litici, tra i quali numerosi erano gli elementi di alta qualificazione morale ed intellettuale, non poteva che dinamicizzare ulteriormente rambientc già di per sé, per effetto soprattutto della propaganda mazziniana, permeato in profondità dell'ideale di una patria libera ed unita. Era ai giornali spe­cialmente che si rivolgeva l'attenzione e la cura degli emigrati politici, con­sapevoli della necessità di battere e di ribattere, più alto e frequente che fosse possibile, l'appello per l'affermazione di quelle libertà, in nome delle quali essi non avevano esitato ad affrontare le prove più dure. Tutti i giornali democratici di Genova raccoglievano così interessanti collaborazioni di esuli che da ogni parte dell'Italia avevano trovato asilo nella città di Mazzini. Notevole fu in tal modo l'apporto di scritti, e ancor più di idee, che ne derivò alla stampa periodica della Superba, ed in ispecie et pour cause ai fogli ad orientamento repubblicano ed anticlericale. Ciò, in primo luogo, si ebbe a registrare relativamente a L'Italia e popolo., La Strega e II Diario del popolo* Ma non solo a questo si limitò l'attività degli emigrati politici nel campo del giornalismo genovese, che secondo quanto è stato sottolineato dal Poggi2) all'impulso da essi impresso si dovette addirittura il sorgere di nuovi giornali, quali La bandiera del popolo. Italia liberai Dio e libertà. Il Lavoro, Il povero, 3) e si può aggiungere La Donna. 4)
In questa attività così vasta e realizzatrice degli emigrati politici nel settore del giornalismo genovese del periodo risorgimentale, i Veneti ebbero una parte d'importanza davvero notevole. È sufficiente per rendercene conto esaminare un poco l'elenco di nomi che si è abbozzato in precedenza, in quan­to da esso si può immediatamente dedurre quanti, e, soprattutto, quali va­lorosi pubblicisti esuli dalle terre del Leone di San Marco operassero allora
1) Cosila Gazzetta di Genova in. data 27 settembre 1850 pubblicava una richiesta di lavoro di mi emigrato veneto, farmacista. Lo stesso giornale nel numero del 14 dicembre 1850 dà notizia dell'esposizione al pubblico di un museo indiano curato da un emigrato veneto.
2) Voce Sardegna (emigrazione politica italiana nel Regno di), in Dizionario del Risorgimento nazionale, voi. I, p. 970.
3) QueBti giornali ebbero Lutti un'esistenza breve e travagliata. La Bandiera del popola uscì per due oli mesi, dal luglio al settembre 1849; L'Italia libera durò dal 5 agosto 1850 al 31 dicembre 1850, mentre Dio e Libertà non riuscì a pubblicare che una diecina di numeri tra il 24 marzo 1851 e la fine dell'aprile dello stesso anno. Il Lavoro comparve dal settembre 1852 al febbraio 1853, e // povero dal maggio al dicembre 1851. Tutti ujifesti giornali manifestavano tendenze radical­mente progressiste Circa l'impostazione in particolare do II povero cfr. LEONIDA BALESTRERI, Riflessi della questiono soeùde nel giornale genovese Il povero, in .Rassegna storica del Risorgi­mento, a. XXXVtft (1951), pp. 235-245,
4) Xa Donna asci con periodicità settimanale dal 4 agosto 1855 all'Il ottobre 1856. Cfr. in argomento LEONIDA BAÌIESTHERT, II settimanale genovese La Donna (1855-56) nel quadro del giornalismo femminile dèi Risorgimento, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XXXIX (1952), pp. 383-394.