Rassegna storica del Risorgimento
VENETO ; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1957
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pagina
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608
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608 Leonida H'alestreri
a Genova, e II Tribuno, pubblicatosi nel 1850, che il Mario non cita sopiste tutto per il fatto forse che ai trattò di un'iniziativa che ebbe vita brevissima, non più di due mesi. Il contributo che il Mario diede alla redazione di questi giornali fu certo notevole, ma lascia tuttavia un poco perplessi il fatto che il Carducci*) gli attribuisca funzioni direttoriali nel Tribuno e nella Libertà, funzioni che secondo altri -) egli avrebbe poi ricoperto anche in un altro quotidiano, e precisamente L'Italia libera. In verità la cosa non sembra del tutto probabile, soprattutto se si tengono presenti quei motivi, cui già si è accennato, per i quali, più che opportuno, si appalesava necessario che gli emigrati politici, sempre attentamente sorvegliati dalla polizia, non si dipartissero da una linea di prudenziale riserbo. Assumere la direzione di un giornale di punta per un elemento come il Mario era lo stesso che porre la propria candidatura all'espulsione dal regno sardo. D'altra parte, quei tre giornali dianzi citati, a prescindere dal fatto della loro striminzita veste ad adattare la quale era più che sufficiente un modesto compilatore, erano tutti espressione di gruppi, di amici di partito, ai quali più che il concetto di gerarchia era forse familiare quello dell'uguaglianza. Ma, avesse o no tale investitura direttoriale, è indubbio che in tutti questi fogli il Mario ebbe parte importante, così come la ebbe in seguito nell'Italia e popolo e nell'Italia del popolo, e per quello che fu il suo apporto professionale giornalistico e per quelle che risultarono le sue prese di posizione politiche. Da quest'ultimo punto di vista basti ricordare che proprio sulla genovese Italia e popolo dei giorni 29 luglio 1856 e seguenti egli ebbe a pubblicare le notissime Due lettere di uno studente dell'Università di Padova in risposta al tentativo di sconfessione della politica mazziniana da parte di Daniele Manin e di Giorgio Pallavicino, il primo parlando di teoria del pugnale e il secondo attaccando la Società nazionale.
Nell'Italia e popolo, e successivamente nell'Italia del popolo, il Mario * ebbe sempre una posizione di rilievo e d'autorità; ed egli se ne avvalse per lare sulle colonne di essa largo spazio agli scritti di un altro illustre veneto, Aleardo Aleardi. Spinto anche dall'antica amicizia, il Mario sottolinea al proposito il Carducci s) si adoperava a far conoscere negli Stati sardi il Poeta, nome nuovo oltre i confini della Venezia, e gran versi di lui pubblicava nell'Italia e popolo del *56 e '57. In verità, peraltro, se c'era, al di fuori di quello veneto un ambiente ove l'Aleardi fosse conosciuto ed apprezzato, era proprio quello di Genova, non soltanto per avervi soggiornato alquanto tempo, ma anche e soprattutto per il fatto di avere egli quivi molte care ed influenti amicizie, da quella di Giovanni Daneo-4) a quella di Lazzaro e Bianca Rebizzo.
1) Scritti politici di Alberto Mario a cura e con proemio di GIOSUÈ CARDUCCI, Bologna, N. Zanichelli, 1901, p. XXVI.
2) Così Giovanni Conti nella Bibliografìa in appendicep. 282 al volume; MARIO, L'Italia Libera, Roma, Libreria Politica Moderna, 1925. Analogamente (e per dì più indicando II Tribuno con l'erronea intitolazione di La Tribuna) si esprime CESARE CIMEGOTTO nell'introduzione al volarne di A. MARIO, La Camicia Mosso, Milano, Sonzogno. La fonte di queste informazioni è rappresentata con tutta probabilità dall'articolo pubblicato in morte di Alberto Mario da La Lega della democrazia, il 5 giugno 1883.
3) Op. eh., p. XXXV.
*) Gir., ad CE., Epistolario di Aleardo Attardi a cura di G TREZZA, Verona, Druckcr e Tedeschi, 1879, p. 280.