Rassegna storica del Risorgimento
VENETO ; GENOVA ; GIORNALISMO
anno
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1957
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pagina
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609
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Patrioti veneti nella storia del giornalismo genovese, 609
I legami del coniugi Rubizzo con l'ambiente dei rifugiati politici in Genova furono, come è noto, intensissimi ed operanti di continuo: ma fu in ispccie con i proscritti veneti che questi rapporti si mantennero stretti, anche per il fatto che Lazzaro Rebizzo non poteva dimenticare di essere stato per qualche tempo, in giornate cariche di storia, incaricato d'affari del Regno sardo presso la Repubblica di Venezia. Esatto è al proposito il rilievo del Codiguola1) che il fior fiore dell'aristocrazia liberale genovese ed italiana di quegli anni, gli uomini politici, gli uomini d'arme, gli uomini di pensiero, di lettere ed arti ebbero rapporto d'amicizia e spesso furono legati da vincoli politici con i coniugi Rebizzo . Oltre all'Alcardi e al Mario, ai Rebizzo furono così assai vicini anche altri proscritti veneti, tra i quali Enrico Donatelli. Questi fu uno dei docenti nel famoso collegio femminile détto delle Peschiere, fondato in Genova appunto da Bianca Rebizzo e nel quale trovarono modo di sistemarsi, tra il personale insegnante od amministrativo, numerosi rifugiati politici. 2) Taluni di questi, raggruppati in un'associazione dal caratteristico nome di La solidarietà nel bene,3) ritennero opportuno integrare la loro opera nel campo dell'istruzione femminile dando vita ad un periodico i cui intendimenti già erano enunciati nel titolo stesso: La Donna. Di questo giornale durato dal 4 agosto 1855 all'11 ottobre 1856 *) il Donatelli fu magna pars specialmente nel periodo iniziale della pubblicazione, come appare dalla numerosa serie degli articoli da lui redatti.
Ma il quadro degli emigrati politici veneti che ebbero ad operare nel campo del giornalismo genovese del Risorgimento non si esaurisce certo con i nomi che si è venuti sinora facendo. Altri ad essi devono essere affiancati, nomi che magari non hanno avuto tutti grande risonanza politica, ma che, da un punto di vista professionale giornalistico, hanno tuttavia rappresentato una parte importante, e, in taluni casi, addirittura essenziale. E con ciò pur senza avere la pretesa di aver ricordato proprio tutti quelli tra gli emigrati veneti legati alla storia del giornalismo genovese del Risorgimento che meriterebbero almeno un cenno di segnalazione ci si riferisce in particolare a Piero Bellini Bragiola, a Antonio Martiuati, nonché a Luigi Filippo Bolaffio, Antonio Caligo e Giovanni Battista Vare.
Fu il Bellini Bragiola l'amministratore de L'Unità italiana, che cominciò a pubblicarsi in Genova il 1 luglio 1860 diretta da Maurizio Quadrio: tale incarico di alta responsabilità sempre e addirittura basilare in un giornale mazziniano fu a lui affidato per l'ottima prova che già aveva dato dedicando le sue cure ad un altro foglio del Maestro, il Pensiero ed azione pubblicatosi anni prima a Londra. s)
Antonio Martinati, dal canto suo, figura tra i collaboratori di un altro foglio mazziniano genovese, Il dovere, iniziatosi secondo quanto già si è
1) ARTURO CODICNOLA, Rabattino, Bologna, L. Cappelli, 1938, p. 6. Cu*, in proposito anche LEONIDA BALESTBEBI, Scorci di vita genovese nel Risorgimento: Il salotto di Bianca Rebizzo, in Alti dell'Accademia Ligure di Sciente e Lettere, voi. XIII, 1956.
2) cjj-. Documenti riguardanti il Collegio Italiano delle Fanciulle in Genova* 1853-1860, conservati al Musco del Risorgimento in Genova, cartella n. 3614.
3) Oltre il già citato opuscolo del Loero, si può consultore in argomento Ensrtio MICHEL, voce Solidarietà nel bene, in Dizionario del Risorgimento nazionale, voi. I, p. 1009.
*) Cfr. nota 4 a pag. 604.
5) LEONA RAVENNA, op. cit., p. 207.