Rassegna storica del Risorgimento

ALTIERI CARLO ; METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno <1957>   pagina <611>
immagine non disponibile

CARLO ALTIERI I UN CONFIDENTE DI METTERNICH H
Il movimento unitario italiano, descritto nella storia d'Italia come l'epoca gloriosa del Risorgimento, ebbe per conseguenza dall'altra parte l'esi­stenza della controperazione austriaca, dell'organizzazione, cioè, di nn ampio ed esattamente funzionante apparecchio poliziesco, che era in grado di regi­strare tutti i movimenti del lato opposto e di reagire energicamente contro tntte le trame sovversive. H principe di Mettermeli, al congresso di Verona, propose alle potenze alleate ed agli Stati italiani un piano per creare anche in Italia un officio centrale di polizia, baluardo contro i movimenti rivolu­zionari, come già esisteva a Magonza per gli Stati federati della Germania. l) Questo piano avrebbe dato all'Austria la possibilità d'immischiarsi aperta­mente negli affari degli Stati italiani. Le potenze alleate s'opposero con suc­cesso, ma non potevano impedire all'Austria di istituire un servizio segreto nei diversi paesi dell'Italia, specialmente perché l'Austria, dopo il 1815, aveva in Italia una preponderanza marcata e perché i diversi monarchi, sui loro troni vacillanti, non erano che satelliti, per usare un concetto politico moder­no. Le rappresentanze diplomatiche austriache a Torino, Firenze, Roma e Napoli erano incaricate di sorvegliare minutamente tutti i movimenti rivo­luzionari nella penisola e l'attività delle sette politiche. Questi oggetti di alta polizia , così si chiamava questo servizio segreto, esigevano l'impiego di agenti e confidenti che dovevano riportare le necessarie informazioni.
Roma e lo Stato della Chiesa non erano soltanto geograficamente il cen­tro d'Italia; Roma era, quindi, il punto più adatto per stabilirvi un sismo­grafo politico, in grado non soltanto di registrare tutte le esplosioni rivolu­zionarie, ma anzi, quando possibile di presagirle. Non sorprende, perciò, che la corrispondenza diplomatica dell'ambasciata austriaca a Roma sia ricca di rapporti speciali dei confidenti. Fra questi, salta agli occhi una se­rie di lettere accluse ai dispacci riservati fra gli anni 18181824. 2) Tutti questi rapporti speciali sono indirizzati all'Imperatore e al principe di Met­termeli e sono scritti in ima caratteristica e non confondibile calligrafia, che non lascia nessun dubbio sull'identità dello scrittore. Nella corrispendenza ufficiale questo informatore segreto è sempre indicato come notre affidò . Le informazioni di onesto confidente permettono di giungere alla conclusione che si tratti di un personaggio in strette relazioni colla curia romana. Lo stesso scrittore, ad un tratto, s'incontra nell'anno 1823 nella corrispondenza diplomatica della legazione austriaca a Napoli con rapporti sulla situazione politico-morale delregno delle Due Sicilie.3) Di solito questi rapporti non sono
1} FERO. FBANZ TÀHNAWSKI, Dar Kongrcsa von Verona, tesi di laurea non stampata. Università di Vienna 1925, P- 167 ff.
2) Archivio della Corte, della Casa e dello Stato. Stuntskim/.lei, Stnntoiiulitciluug, Rom. D'ora in poi citato; St. K. Hom.
3) Archivio della Corte, della Casa e dello Stato* Staatskanzlei, Staatonahteilung, Ncupcl. D'ora in poi citato: St. K. Neapel.