Rassegna storica del Risorgimento

ALTIERI CARLO ; METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno <1957>   pagina <612>
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Riccardo Blaa
firmati, ma in alcune lettere e suppliche Vaffidé sorge dall'oscurità dell'ano­nimo e si firma col suo nome. Il confidente di Mettermeli all'ambasciata au­striaca a Roma negli anni 1818-1824 è l'abate Carlo Altieri del fu principe D. Emilio Altieri, monaco professo nell'ordine di San Benedetto della con­gregazione cassinense nel monastero di S. Calisto, nativo della suddetta città di Roma.
Uno studio speciale sull'organizzazione e funzionamento della polizia austriaca nei primordi del Risorgimento italiano non può trascurare l'atti­vità degli agenti di polizia e dei confidenti politici; perciò anche questo pic­colo contributo, che si occupa della persona dell'Altieri, potrà avere interesse, anche se modesto, per la storia del Risorgimento.
Assidue ricerche nei diversi reparti dell'archivio di casa, di corte e di Stato a Vienna resero possibile la ricostruzione della vita avventurosa di questo personaggio.]) Dalla sua biografìa si riportano qui soltanto quei dati che servono per chiarire le sue relazioni con la Corte di Vienna.
L'Altieri fu, come cadetto, destinato dalla sua famiglia alla carriera ecclesiastica, metodo usuale in quel tempo per assicurare il sostentamento ai figli minori delle nobili famiglie. Egli entrò nel convento di S. Calisto a Roma nell'ordine di S. Benedetto, e visse per molti anni in compagnia col conte Luigi Barnaba Chiaramonti,2) suo maestro e confratello, che poi fu eletto papa nel memorabile conclave dell'anno 1799-1800 a S. Giorgio a Venezia assumendo il nome di Pio VII. Altieri al tempo del conclave era già al servi­zio della segreteria del conclave in qualità di archivista,3) carica che rivestirà, poi, a Roma durante il pontificato di Pio VII, e della quale si vanterà spesse volte nei suoi rapporti. H posto di archivista di Sua Santità gli permetteva di farsi un'idea esatta della situazione politica assai spinosa dello Stato della Chiesa.4) Egli assicura di aver coltivato già in questi anni strette relazioni coll'ambasciata imperiale a Roma.s) Quando i Francesi, nel 1808, occupa­rono Roma e decretarono il trasporto degli oggetti d'arte e degli archivi vaticani a Parigi toccava all'Altieri consegnare le chiavi dell'archivio segreto al generale francese Miollis.
1) Questo stadio si basa esclusivamente su fondi archivistici dell'archivio della Casa, della Corte e dello Stato a Vienna.
2) Il papa presente, quando era nel mio monastero professore di teologia, fu accusato di Giansenismo e fu da Fio VI deposto dall'impiego e rilegato per un mese a Subiaco, ove ebbe il tempo di giustificarsi . Rapporto dell'Altieri a Mettermeli, 27 giugno 1819, accluso al Dispaccio Nr. 38K, St. K. Rom, Berichte, Fase 17.
3) Fui archivista, consegnai al Papa odierno dodici ore dopo la sua elezione due casse di scritture di Pio VI con due balle di carteggio in piano ed in cifra . Rapporto di Altieri del 5 marzo 1823 accluso al disp. Nr. 29 A, St. K. Rom, Berichte, fase. 29. conf. pure il rap­porto di Altieri del 31 gennaio 1823, nel quale riferisce d'essere stato l'amanuense del car­dinale Giov. Francesco Albani per la convocazione del conclave.
*) Il carteggio e le cifre dell'archivio segreto mi hanno abilitato a predire . Altieri a Metternich, 25 gennaio 1823, Disp. Nr. 18 A, St. K. Rom, Berichte, fase. 29.
S) Dall'acchiusa lettera del consigliere Gennotte potrà S. Maestà rilevare che senza essere al suo soldo ho reso altre volte degli essenziali servigi a KevennUIler, a Lebzeltern ed a Gennotte. Alloro Pio VII era francese, nonostante con qualche privato e confidenziale con­siglio e scritto più volte sventai le machine del ministro Fesch e Alguier . Lettera dell'Al­tieri al consigliere aulico di Ohms dal 27 aprile 1817, St. K. Notenwcchsel, Poliacikorres-poiidcnz, Fasz, 42. Note an die St. K.