Rassegna storica del Risorgimento
ALTIERI CARLO ; METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno
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1957
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pagina
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619
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Carlo Altieri un confidente di Metternich 619
era conveniente insediarlo con un impiego ufficiale, ma era necessario metterlo in grado di vivere indipendente. Per metterlo, dunque, in grado di mantenere la necessaria distanza dall'ambasciata, l'imperatore, su proposta del presidente della polizia, gli accordò lo stipendio in forma di una pensione l) graziosamente conferita per i meriti acquistati a Parigi nella commissione per la restituzione degli oggetti d'arte. La forma, però, nella quale la corrispondente risoluzione sovrana è redatta, non lascia nessun dubbio sullo scopo della somma di cento nonni mensili accordatagli in forma di pensione, somma che poteva esigere dall'ambasciata: questa pensione era la ricompensa per la sua attività di confidente. Nella risoluzione sovrana era aggiunta pure la clausola, che lo stipendio era riducibile, e persino cancellabile, secondo il valore delle informazioni fornite;
Ich bewittigenicht attein Àltieris Riickkehr nach Rom sondern auch, dass. in solange derselbe dciselbst entsprechende Dietiste leistet, ihm monadich Einhundert Gulden Cono. MUnze aus den Verlagsgeldern der Staatskanslei unter dem Titel einer Belohnung und unter der ausdrilcklichen Bedingnis, dass solche nach dem Befunde der Staats Verwaltung und zwar nach Maass einer mindem oder et-frigen oder gar keiner Dienstleistung vermindert oder selbst ohne weUers cinge-zogen iverden konnen, ausbezahU werden dzbrfen,2)
Il conte Sedlnitzky acconsenti con vero rammarico al trasferimento dell'Altieri, elogiandolo come il suo più abile e più fidato confidente nella città,3) ma anch'agli non poteva non inchinarsi di fronte alla necessità di porre in un posto importante come Roma il più adatto e il più abile dei suoi agenti. La partenza dell'abate da Vienna pareva imminente, quando all'improvviso arrivano delle notizie da Roma che mettono in dubbio l'attuazione del progetto. 4) Dai rapporti dell'ambasciatore, principe Kaunitz, Metternich e Sedlnitzky vengono a sapere per la prima volta che il loro abbé era frate, era monaco benedettino, e che appena arrivato a Roma avrebbe dovuto ritirarsi nel suo convento. Non possono logicamente immaginarsi un confidente racchiuso in una cella di un chiostro che possa offrire utili informazioni per il servizio segreto austriaco. L'ambasciatore riferiva, inoltre, che il cardinale- segretario di Stato, Consalvi, aveva accennato d'essere assai bene informato sulla specie di servigi prestati dall'abate Altieri a Vienna ed anzi aveva lasciato capire, che l'abate probabilmente avrebbe dovuto ritirarsi per alcuni mesi in un convento fuori di Roma per dedicarsi là agli esercizi spirituali,5) Che cosa si poteva aspettare da un confidente cosi compro-
i) Waa nun da AnBucbcn dea Axx betrifft fiir dea Fall, dass der Antrag seiner Ver-wendung in Rom ah. genehmigt wurde, eine Pension unter dem Tìtel ala Belohnnng far Beine seit mehreren Jahren in Paris und Wicn gcleisteten TJionstc zu erbai ten, so verdient es meines Erachtens BerSckaichlignng . St. K. Notonwechél, Polizeikorr. fase. 6, nota di Metternich a Sedlnitzky del 9 maggio 1815.
2) St. K. Notenwechael, Polizeikorr. fase. 42, nota di Sedlnitzky a Mettermeli del 19 giugno 1817. I
3) So ungerà ich den Abbé Altieri ala einen der urnsieliligstcn und verlussbchsten Ver-trauteo auf (lem blesigen Piai/, verlicre, so musa ich dennocb bei don bier aufgeklarteu TJm-standen auf der Meinung beharren, dass er unter den jetzigen Verhaltnisscn weit wicbtigere Dietiste in Rom leisten wurde . St. K. Notenwechsel, Polizeikorr. fase. 43, nota di Sedlnitzky a Metternich del 10 luglio 1817.
4} St. K. Rom, Bericbte, fase. 12, Kaunitz a Metternich, disp, ne 7B, 7 re*.
S) li e.