Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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507
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Unitarismo ed AnUtmitarismo nel Partilo Liberale toscano 507
bensì per il timore in. cui sono che i popoli non vengano a dividersi fra loro ed abbandonarsi per vie diverse, potendo e dovendo invece rimanere unanimi e concordi in una sola volontà... Io suppongo che Ella avrà avuto notizia di taluno dei miei dispacci al marchese Pareto, dai quali avrà potuto rilevare la condotta sempre incerta, esitante che vuole ostinarsi di tenere codesto (sie) governo toscano, il quale non si è ancora persuaso cbe ai giorni nostri non valgono più certe perifrasi, certi doè, ma che ci vogliono fatti, ma fatti pronti, risoluti, un pò* arditi se vuole, senza però renderli temerari di troppo, e sarà sempre vero che chi non risiga non rosìga e quivi si vorrebbe rosir gare senza rischiare... Sono impaziente di ricevere l'annunzio di una prima battaglia la quale non può tardare. Se avremo la fortuna di riuscir vincitori, siccome spero e desidero di tutto cuore, io porto somma fiducia che molte titubanze cesseranno e che si rassicureranno molti timori e che la causa italiana prenderà un più grande sviluppo.1
Delle intenzioni del gabinetto Ridolfl non trapelò però nulla nella grande maggioranza dell'opinione pubblica toscana: chi, oltre ilVxl-lamarina, come il Ricasoli ed il Guerrazzi, le intuì, non le volle render note, sia per non suscitare allarmi inopportuni, sia nella fiducia cbe, con lo svolgersi degli avvenimenti, si dovessero esse modificare.
Dato ciò che siam venuti dicendo, si comprenderà con quanta soddisfazione generale fosse accolta la occupazione di Massa e Carrara. Questo avvenimento, sia che, come ci ha lasciato detto il Baldasse-roni, fosse dovuto al timore che la Lunigiana e la Carfagna na, lasciate in balìa di sé stesse, si ordinassero a forma repubblicana per la poca fiducia che potevan nutrire sul liberalismo del Ridoni;2 sia che, come sostiene il Montanelli* fosse stato causato dai carattere di particolarismo che volevasi dare dal governo di Firenze alia nostra guerra,8 sia che le sfere governative fiorentine volessero prevenire una probabile occupazione piemontese, il fatto è ch'esso riscosse l'approvazione di ognuno e destò letizia anche nei popolo che plaudi alla liberazione dei fratelli toscani. Né con minor gioia gli abitanti del Pontremolese e del Fivizzanese accolsero le milizie granducali, che loro sopra ogni altra cosa importava, infranti i ceppi della dominazione straniera, di essere compresi entro i confini di una libera terra italiana. Non tutti forse, se avessero avuto tempo e modo di scegliere, avrebbero rivolto il loro sguardo alla signoria dei Lorena: ma, data la natura speciale
Archivio Balbo, Corrispondenza del Conte Cesare Balbo, Lettera V.
a BÀLDASSERONI, Leopoldo II, op. eìt., p. 289.
* MONTANELLI, Memorie sull'Italia, op. oit., II, p. 217.