Rassegna storica del Risorgimento

ALTIERI CARLO ; METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno <1957>   pagina <630>
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Riccardo Blaas
fièvre qui affaihlil ses facultés inieUectuelles et physiques; les medicins ont quelque espoir de le guérir et dans le cas de guérison ils annoncent qua sa convalescencc sera longue et pénible et qu'il devra longtems s'abstenir de tonte application sé' rieuse. Dans les circonsfances actuelles cene maladie est un accident facheux pour cette Mission . *J
Queste parole sono l'elogio funebre della sua attività di confidente.
I suoi rapporti anche se, politicamente, tante volte di poca importanza sono però sempre scritti con molta vivacità e non mancano mai d'una certa ori­ginalità, ben diversi nello stile dai rapporti diplomatici. Altieri ama il dramma (molte delle sue relazioni sono composte nella forma di dialogo), ita la smania di fare il misterioso, si dà aria di essere un uomo superiore ai problemi della politica; na, insomma, una vera personalità. Ma per il principe di Mctternich, al quale era legato con vera fedeltà e lealtà, non è altro che uno strumento, dei quale si serviva, finché fosse utile alla sua politica. Si potrebbe dire: me­ritato destino d'un confidente politico! Carlo Altieri non era semplicemente un agente venale, ma, per cosi dire, era confidente per convinzione. La sua fedeltà e lealtà alla causa austriaca erano fuori discussione: 1*Austria era per lui la garante della pace e del benessere della sua patria turbata ed agitata dalle fazioni politiche. Egli è per nascita e professione permeato degli ideali d'un'epoca conservatrice; il sorgere delle forze ascendenti coll'alea dell'epo­ca nuova lo inorridì. La storia in qualunque epoca non dipinge soltanto colla luce, ma ogni vero quadro storico ha bisogno anche dell'ombra. Così, nella realtà storica, hanno ed avranno sempre il loro posto uomini della qualità dell'Altieri e questa verità storica giustifica anche il presente tentativo di condurlo fuori dall'ombra dell'anonimia.
RICCARDO BLAAS
APPENDICE
Relazione riservata sopra il Regno di Sicilia diretta a S. A. il Sign. Prin­cipe di Mettermeli per umiliarsi a S. Maestà Imperiale Regia Apostolica.
29 Luglio 1823. Napoli. 2>
Ai 23 maggio decorso salpai da questa Dominante per Palermo. La navi­gazione fu felice, ma lenta. In cinque giorni misi piede a terra ed andiedi al monistero nostro, ove fui accolto con estrema gentilezza e cordialità. Nella mat­tina seguente fui a visitare lo Em. Cardinale Arcivescovo di Palermo e S. E. il Sign. Conte Lilienberg Generale Comandante delle truppe austriache nétta Sici­lia. Nel primo rincontrai l'antico amico e cavaliere ed un pastore commendabile per le sue virtù Nel secondo un sogetto grande e degno in tutti i rapporti della fiducia di S. Maestà Apostolica. Per il servizio di un così augusto sovrano gli au­guro lunga vita, ma è laborioso notte e giorno ed il fisico non sempre risponde al suo zelo ed alla sua ardente volontà di servire, come si deve.
Percorrendo la città, altronde grande e magnifica, incontrai spaventevoli rovine a ogni passo prodotte dal recente terremoto. Nei contorni le rovine sono
1) St. S. Eom, Berichte, Fase* 30, Apponyi a Mettecnioh, 1. X 1824.
2) St. K. Keapcl, Bcrichte, Fase. 58, Allogato al digp. Nr. 25B.