Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
anno
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1918
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pagina
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508
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SOS
E. PassamonM
dell'ora che attraversavano, la forma politica del domani era secondaria di fronte al grave problema dell'oggi. E dell'ansia, con la quale queste popolazioni attendevano il momento del loro riscatto, abbiamo prova in ciò, che il conte Raffaello Agostini scriveva al Gentofanti alla vigilia della liberazione: Questa mattina si è sparsa la voce che il duca di Modena, violentato dalla necessità, abbia concesso la Costituzione. Siffatta notizia, per quanto non ancor certa, ha prodotto in noi più dolore che gioia. L'affetto e le tendenze nostre per la Toscana, la niuna fiducia in quel principe e il dubbio che possa venir ammesso nella famiglia italiana, lo che non vorrei mai, mi hanno indotto ad interpellarvi per sapere che cosa fa la Toscana e perchè non manda pochi soldati a Guaste, foci dell'Appennino, le quali sono la sua difesa ed i Buoi confini. Il duca di Parma si dice partito lasciando il governo ad una reggenza ed i Pontremolesi si sono armati per tornar toscani ; noi non abbiamo armi : potendo, tornate ad insistere perchè i Toscani si avanzino. H Piemonte dal canto suo non resta e, a quanto siamo assicurati, ha già passato i confini... Mi pare impossibile che non si capisca che anche per l'ordine interno un diversivo di questo genere è uno sfogo alle passioni, che in qualche modo hanno bisogno di espandersi .3
Ma se agli osservatori superficiali della questione, se all'anima generosa ed entusiasta di molti illustri liberali toscani Tatto di Massa e Carrara apparve come l'inizio di una partecipazione sincera del governo granducale all'opera della libertà della patria, la sua reale natura e le deduzioni, che se ne potevano trarre per prevedere le intenzioni del gabinetto Rodolfi, più che per il presente, per il futuro destino d'Italia, non isfuggirono a chi conosceva uomini e cose. 11 Collegno al Balbo il 31 marzo 1848 scriveva : Il vero ed unico pensiero dei bimbi di stato che reggono le cose di Toscana è di cercar di raspare di qua e di là per arrotondar la Toscana: mandano gente a Modena, ne manderebbero a Parma, se potessero, per fare che quelle popolazioni chiedano di unirsi alla Toscana. Fortuna che quei ducati sentono un bisogno di protezione e sanno che Leopoldo II non può nemmeno proteggersi ." Se il Collegno avesse ragione, se non parlasse nell'interesse particolare del proprio paese potrà dire con sicurezza chi con ricchezza di dati avrà modo di studiare tutta l'opera del gabinetto Ridolfi ; ma è certo, che l'atto e la forma dell'atto non erano i più convenienti per sopire le diffidenze, che sulle aspirazioni della Toscana
' Archino di Stato di Pisa, Carteggio Cenfofanti, Busta n. 1.
8 Archivio Balbo, Corrispondenza del Conte Cesare Balbo, Lettera M