Rassegna storica del Risorgimento

ALTIERI CARLO ; METTERNICH - WINNEBURG KLEMENS
anno <1957>   pagina <635>
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Carlo Altieri un confidente di Mettermeli 635
gemono nella miseria {benché possedute dagl'Inglesi) perche la pace eliminò il sistema continentale. Ma chi persuade questa verità ai Siciliani, i quali a tempo degVInglesi vedevano piovere e correre Poro ed ora a grandi stenti il rame ? L'in­teresse anche momentaneo accieca gl'uomini. Auri sacra fames.
Commercio.
Il commercio attivo non languisce, ma è nullo e non esiste. Il commercio passivo prospera a danni dei Siciliani. Una isola marittima agricola fertile di tutti i generi è divenuta un scheletro. Non vi è storico, il quale possa descrivere con esattezza a quale grado sia giunta la miseria di quel regno. Hanno grani, oglio, seta etc. ma sono tanti tantali assettati in mezzo alle acque per il ristagno totale del commercio attivo. Il solo solissimo ramo di commercio che esista è lo smercio del sugo di limoni nel nord. Verificai nelle dogane e presso i negozianti in diversi porti della Sicilia, che puole ammontare a circa mezzo miglione di ducati. Tolto questo, nulla e nulla poi altro. All'incontro gl'Inglesi, Americani ed i Genovesi (mezzani dei primi) per mezzo delle barche pescariccie immettono in alto mare dai loro bastimenti alla cappa merci infinite nella isola. Le guardie costa o sono d'intelligenza o non possono per il loro ristretto numero sorvegliare. Io credo il primo caso, ma del contrabando in grande ne sono sicuro testimonio e [non basta) lo sono oculare. La Sicilia avrebbe un sfogo in Napoli e nel suo regno per le sue merci e derrate, ma per un sistema di finanza si considera il regno di Sicilia estraneo a quello di Napoli, onde oglio, vino, seta, agrumi e (chi lo crederebbe ?) dolci, paste pagano nei porti di Napoli un dazio esorbitante d'importazione. H lamento è generale, ma i sovrani edi ministri, che hanno Vono-re di servirli dovrebbero rammentarsi, che giunti al trono non hanno altri pa­renti ed amici, che i propri figli cioè i loro sudditi. L'augusto Francesco I sente e pratica questa verità. Ma i Napoletani edi Siciliani sono irreconciliabili anche nel sistema finanziere a reciproca perdita.
Tribunali.
In generale i Siciliani si lodano del nuovo codice civile e criminale sosti' tuito tre anni fa da questo re all'antico. Ma tutti in generale ed in particolare si lagnano senza riserva del codice di procedura. Volli espiare profondamente la causa di questo lamento e mi fu facile cosa di rinvenirla ed in Palermo ed in Catania ed in Messina. A migliaja sono le cause arretrate e civili e crimi­nali. Le correnti pagano il fio di tanto attrasso. Converrebbe, che i Giudici aves­sero cento mani* cento ochi per mettere in corrente la giustizia et redderejus uni' cuique. Ventiquattro mila carcerati, dico 24 mila nella sola Sicilia possono essere interrogati,puniti o assoluti in un anno? Corrono anni e muojono senza essere interrogati. Migliaja di creditori possono essere autorizzati a farsi pagare dalla legge in un anno ? Certa è la prigione per i primi. Certe sono le spese per i secondi-, onde ottenere il suo, ma incerto e lungo e l'esito delle loro difese e pre­tese. Del resto i giudici in generale sono probi. Ma il Re con straordinarie pre­videnze e misure dovrebbe mettere in corrente la giustizia, perchè è suo dovere e perchè la guerela è generalissima e giusta. L'Augusto Francesco I (non dirò in virtù di un mio rapporto), ma per impulso de suoi ministri mise in corrente il corso della giustìzia nel regno Veneto 15 anni fa, richiamando provisoria-mente giudici notori riformati e giubilati per disbrigare tante cause arretrate da anni ed anni sotto il dominio della repubblica Veneta.