Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <509>
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Unitarismo ed Anliuniiarismo nel Partito Liberale toscano 509
potevano nascere altrove. L'avere voluto, che i popoli di Massa e Car­rara si decidessero per la fusione con la Toscana, quando erasi appena all'inizio della campagna e la loro vicinanza agli Stati sardi ren­deva assai delicati i rapporti del governo granducale con quello reale, poteva essere ìnlerpetrato come uno schiaffo morale che veniva dato da Firenze a Torino; nel senso che dal gabinetto Ridolfi non erano considerati i due Stati, alleati in una stessa opera di redenzione; ma il primo, ritenendo il secondo mosso da scopo di conquista, lo pre­veniva assicurandosi un ghiotto boccone. Né gli uomini poetici to­scani comprendevano che, inconsapevolmente, venivano screditando, con Fazione nel Fivizzanesè e nel Pontremolese, l'impresa dell'indi­pendenza e minacciando l'avvenire futuro, ise non presente, delle monarchie italiane. Quale sarebbe stata la condotta dei governi provvisori di Milano e di Venezia, già sospettosi verso il Carignàno, se, generalizzando il particolare, avessero avuto modo, come ne dava loro diritto il procedimento della Toscana, di dimostrare dall'esempio di Massa e Carrara che non erano vane le loro accuse di conquista lanciate al monarcato della penisola? Le invettive di far una guerra di particolarismo, scagliate ai principato costituzionale, in Italia e fuori d'Italia, pòtevan diventare più veementi dopo l'occupazione della Garfagnana e della Lunigiana, alla quale erasi voluto dare il carattere di ambizioni dinastiche. 11 Collegno, di ciò consapevole, era uscito nelle fiere parole che abbiamo visto; ed in Toscana non mancò chi o sottovoce, per ragioni facili a comprendersi, o lasciando lìbero corso al sentimento, volle dimostrare l'errore del fatto. E fra' primi fu il Giusti che al Parinola, il 5 aprile 1848, senza entrare nei particolari, per innata prudenza : tenetevi stretti tra voi scriveva, e disprezzate i rumori. E tanto che ve lo dico, ma a di­spetto dei fatti che mi hanno dato sempre ragione, voi siete ostinati a voler prendere le mosche per cavalli .' AI Collegno poi, con mag­gior franchezza perchè non toscano e fuori del granducato: Cacciamo oltre Alpi quel resto d'esercito, notava, e poi parleremo di dare e d'avere e verremo al bilancio, lo mi sono sgolato e mi sgolo cogli urloni dell'una e dell'altra scuola, ma non c'è verso di venire a capo di nulla... Mentre slam qua a far gente per i campi di Lombardia, mentre vi infiamma ogni giorno più la bramosia di accorrere costà ci reca un fiero sgomento questa babilonia di voci contrarie che fa
1 W8EWB GIUSTI., Epistolario sdito ed inedito raccolto, ordinato ed annotato da JPHRDIHANDO MASTINI, coli'aggiunta di JEÈ/ appendice. Firenze, Lo Mou­nier, 1904. HI, p. ti 9;