Rassegna storica del Risorgimento

1798-1805 ; AUSTRIA ; VENETO ; CENSURA ; CHIESA
anno <1957>   pagina <644>
immagine non disponibile

ASPETTI DELLA POLITICA ECCLESIASTICA AUSTRIACA NELL'OPERA DEI CENSORI VENETI
(1798-1805) : '
Quando si prendano in esame la circolazione delle idee e l'orientarsi dell'opinione pubblica negli Stati dell'anciert regime, o in quelle configura­zioni statali che di fronte all'urto delle idee rivoluzionarie, e poi degli eser­citi napoleonici si oppongono e si consolidano, la ridotta, o la del tutto pre­clusa, libertà d'espressione e di stampa conferisce un particolare significato a quelle fonti ed a quegli elementi che possono indirettamente illurninare un campo che ci resterebbe altrimenti oscuro. Da ciò deriva forse l'eccezio­nale interesse che, per la storia italiana del Settecento e dell'età della Restau­razione, è offerto dallo studio della censura: espressione da un lato di un Governo e della sua politica verso le classi colte, della sua particolare ten­denza ad improntare la formazione dei ceti destinati a dirigere o a pre­sidiare la vita della società; sintomo d'altra parte, delle preferenze ideali, delle letture, del gusto di quegli uomini e di quei gruppi che solo attra­verso le liste di opere proibite o licenziate , gli scritti polemici rimasti mediti tra le carte dei censori, le relazioni sulle stampe clandestine od i volumi furtivamente introdotti, lasciano trasparire qualche aspetto del loro orientamento culturale e politico.
Di particolare interesse ci sembra però un'indagine che colga taluni aspetti della censura instaurata a Venezia dalle autorità austriache quando, con l'applicazione del trattato di Campoformido esse si trovarono a raccogliere insieme coll'eredità territoriale del governo aristocratico anche quella as­sai meno gradevole del mantenimento dell' ordine interno e della re­pressione di quel genio democratico che aveva fatto capolino special­mente nelle province di terraferma. Molti e delicati erano infatti i problemi che si ponevano. La pubblicistica conservatrice era venuta ormai, e da più parti, allargando il suo primitivo schema della rivoluzione come congiura massonica; altri congiurati si individuavano ancora, altre responsabilità si venivano additando: oltre che sui giansenisti, sui quali già da tempo in Italia lo Spcdalieri aveva centrato il suo attacco, ora l'accusa si rivolgeva all'opera dei principi riformatori e col Barruel *) la veniva investendo tutta. Era stato il vecchio veleno giurisdizioualistico che, scalzando l'autorità della Chiesa aveva finito tra l'altro col ferire alle sue radici lo stesso prin­cipio di autorità.
Quale di fronte a queste accuse ed a queste deplorazioni l'atteggiamento delle autorità austriache nel Veneto, ove la formazione giuseppistica dei fun-
1) Archivio di Stato Venezia (A.8.V.): Governo Generale (G.G.) 1799, HI, 43. Vcdausi in modo particolare le sue Memorie por servirò alla storia del giacobinismo, 1799-1800, stampate sicuramente a Venezia. so mancano del luogo e delle note tipografiche, ciò va forse attri­buito alla controversia insorta ira i due stampatori veneziani Zatta e l'oglierini, per la quale rimandiamo al luogo sopra citato.