Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <510>
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E. Passmnonli
bordello d'ogni banda. Dillo, dillo, dillo, se vogliono uomini, cessino dalle liti impronte ed inopportune.* Il Giusti dava un colpo al cercbio ed uno alla botte: se voleva calmare l'esasperazione ed il malumore suscitato nell'amico piemontese dall' occupazione delle terre ducali dimostrandone l'errore, non trascurava neanche di av­vertire il danno cui andavasi incontro con il troppo discutere ed inacerbire la piaga per opera di quegli uomini politici sardi, i quali, non elevandosi, come i loro capi, al disopra degli interessi locali, strillavano più alto di quello, che le condizioni del tempo volessero, contro il Granducato e volevano spingere il Balbo a rispondere al Ridolfì con eguale misura.
Ma ciò che il Giusti non osò dire apertamente e con lui non lo vollero diversi liberali toscani, desiderosi di non suscitare diffidenze nel popolo, il Montanelli palesò, ad alta voce, nella stessa Massa.* Egli non fu mosso certo dalla necessità di non destare l'avversione del Piemonte, ma dalla opinione, che fosse dannoso lo stabilire il prin­cipio delle annessioni, quando tratta vasi ancora di cacciare il nemico dalle nostre terre, e fosse contrario inoltre ad ogni senso di schietta democrazia il vincolare la libertà dei popoli, quando essi non potevano ancora pienamente disporre del loro avvenire. Così lontano egli era dal sostenere in qualsiasi modo gli interessi del Piemonte che, se in Massa aveva tenuto quella speciale condótta, lo aveva fatto per porre in guardia gli Stati sardi sul come poteva venir interpetrata la loro politica sospetta di annessionismo: ma non s'era accorto il Montanelli di avere commesso un gravissimo errore Ond' è che la sua allusione dispiacque a chi aveva tutte le buone ragioni pei* appoggiarne so­stanzialmente le idee; come il giornale la Patria-, i cui redattori non potevano consentire nel loro intimo all'annessione della Luni-giana e della Garfagnana, dato il momento e il tempo. A questo periodico dispiacque altresì il commento, che alle parole del Mon­tanelli fu dato dagli avversari della monarchia costituzionale e da chi si opponeva alla intima collaborazione delle forze italiche sotto Carlo Alberto. Il 26 marzo 1848 l'organo del Ricasoli, riportando ciò che era avvenuto il giorno precedente in Massa, riferì le cose biasi­mando l'opera raontaneJliana come se essa avesse avuto di mira la disgregazione piuttosto che la concordia e l'unione.8 E rifatto, che dal Montanelli traeva gran parte delle dottrine che sosteneva, non
1 GIUSTI, Epistolario, op. oit., IH, p; 124
2 MONTANELLI, Memorie snWItaliat op. cit., IT, 218.
3 li Patria, 201, 26 marzo 1848.