Rassegna storica del Risorgimento
1860-1918 ; ISTRIA ; GIORNALISMO
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1957
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655
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Importanza e carotieri della stampa istriana (1860-1918) 655
non senza qualche resistenza e qualche scossa solo dai primi anni dell'800. Gli interessi politici e culturali dell'Istria han per parecchio tempo una fisionomia distinta da quelli triestini e ne vediamo il riflesso sulla stampa istriana, almeno agli inizi pia apertamente nazionale e combattiva. 1 giornali triestini si diffondono molto in Istria per la maggior perfezione dei servizi, per le notizie più ampie dall'interno dell'Impero e dall'estero quegli istriani si fan portavoce di interessi cittadini o provinciali specifici, secondo le necessità locali, le diverse tradizioni e struttura sociale dei centri istriani, e sono in fondo favoriti dalle difficili comunicazioni che uniscono luogo a luogo. Queste cattive comunicazioni diventano pessime quando si tratta del collegamento con l'Italia, gravemente e con ogni mezzo ostacolato dal Governo austriaco. Perciò si rende ancor più sentito il Bisogno di una stampa italiana locale, in sé completa, interprete delle esigenze e delle aspirazioni degli Italiani in una provincia tenuta in uno stato di forzata autonomia. Questa fioritura abbondante e singolare, ad onta della censura e d'altre difficoltà, è testimone talvolta di volontà contrastanti e di spirito di campanile, ma acquista per certi aspetti in primo luogo quello nazionale il carattere pienamente convincente del più largo consenso.
Appena nascono le tipografie, nasce anche la stampa periodica istriana, sorretta da giornalisti improvvisati, dilettanti entusiasti, per lo più giovani. La nascita del giornalismo istriano è tardiva (ma teniamo presenti la scarsa popolazione e la povertà della provincia, ad eccezione del porto di Pola, trascurata dalle provvidenze governative): nel 1807 troviamo a Capodistria una gazzetta napoleonica, nel 1836 il capodistriano Antonio Madonizza fonda a Trieste la romantica e vivace Favilla, nel 1846 Pietro Kandler inizia la pubblicazione de L'Istria (foglietto archeologico erudito), nel 1850 esce ancora a Trieste II Popolano dell'Istria del patriota unitario Michele Fachinetti.
I primi fogli periodici di più larga diffusione nascono in pieno Risorgimento e sono patriottici e unitari, sulla linea cavourianamoderata con le necessarie cautele imposte dalla situazione. L'Istriano, settimanale di Ro-vigno, è diretto dal farmacista Spongia, La Provincia di Capodistria è fondata dall'avv. Madonizza, Il Pensiero del giovine notaio Glezer si rivolge con spiriti liberali agli operai dell'Arsenale militare di Pola. Il giornalismo italiano in rapido sviluppo tiene da solo il campo ed ha il tempo di esplicare le sue varie facce: politica, educativa e scientifica, commerciale, agraria, letteraria, prima ancora che nasca il giornalismo in lingua tedesca e slava. I più importanti fogli politici di questo primo periodo sono X' Unione di Capodistria diretta da Domenico Manzoni, L'Istria di Parenzo di Marco Tamaro, poi Patria di Capodistria, La Scoìta di Rovigno, L'Eco di Pola e II Giovine Pensiero di Pola; fogli istruttivi sono // maestro del popolo di Ro vigno, La Sveglia di Parenzo, U Risorgimento di Pola; la Società agraria istriana pubblica intanto il suo Annuario, poi l'Effemeride Agraria, quindi il Giornale della Società Agraria Istriana; nel 1884 nasce l'importante rivista storica Atti e Memorie della Società istriana di archeologia e storia patria; rivista letteraria è La Penna di Rovigno, giornale umoristico dialettale El Merlo di Pola. A questa stampa italiana non sdegnano di offrire la loro collaborazione molti distinti ingegni, tra i quali ispiratori generosi d'ogni iniziativa patriottica sono Carlo Condii e Tomaso Luciani, guide ascoltate da Capodistria ed Albona prima, dal volontario esilio di Venezia poi; ad essi