Rassegna storica del Risorgimento

1860-1918 ; ISTRIA ; GIORNALISMO
anno <1957>   pagina <657>
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Importanza e caratteri della stampa istriana (1860-1918) 657
mazziniani stampano la Gazzetta del popolo di Pola e l'Era Nuova ài Capo-distria, gli irredentisti più avanzati II Messaggero di Pola, Il Quarnero di Lussinpiccolo, poi La Fiamma di Pola e La Giovane Istria di Capodistria. I socialisti nazionali hanno La Terra d'Istria, poi L'Eco dell'Adriatico e VI-stria Socialista di Pola; i clericali L'Avvenire pure di Pola; il partito croato-austriacante l'Omnibus trilingue e il Polaer Tagblatt. Qualche altro foglio go­vernativo, improntato alla tesi della prosperità economica garantita dal­l'Austria (partito economico), esce a Pola, come La Luce.
Ancora, prima della guerra mondiale, escono L'Istria Agricola, organo molto diffuso della Società agraria istriana, e Wnione Nazionale della So­cietà politica istriana di base liberale. Allo scoppio del conflitto i giornali italiani vengono costretti al silenzio, o ad un programma strettamente go­vernativo come II Gazzettino di Pola, che pure con un disinvolto giro di fron­te darà il suo benvenuto ai soldati d'Italia il 5 novembre 1918 e riporterà la cronaca di quelle indimenticabili giornate, per morire subito dopo.
La breve storia del giornalismo istriano non ci presenta quasi giorna­listi di mestiere: potremo solo ricordare i fratelli Antonaz da Portole presto passati da Trieste nel Regno, Domenico Manzoni, Alfonso Pezzati che legò il suo nome a varie imprese giornalistiche polesi, Marco Tamaro, Carlo Mar-tinolich, Raimondo Desanti e Giuseppe Bartoli. Solo nel 1900 le più, com­plesse esigenze tecniche impongono una più specifica competenza professio­nale, cui l'encomiabile entusiasmo dei tempi andati non basta a sopperire; i nomi da ricordare sono almeno quelli di Giovanni Timeus da Portole, di Gino Piva da Rovigo, di Renato Rinaldi da Portole, da Antonio De Berti da Pago, di Teseo Rossi da Pola. Ai giornali maggiori poi, come abbiamo accen­nato, va la collaborazione di altri disinteressati buoni scrittori, storici, eco­nomisti, letterati.
Mentre è elevato il numero di copie vendute in Istria da L'Indipen­dente, Il Piccolo e poi II Lavoratore di Trieste, la maggior tiratura media d'un giornale istriano è rappresentata dalle 4500 copie de II Giornaletto di Pola, quotidiano liberale nazionale. Un singolare incremento dimostrano nella loro breve vita Le Alpi Giulie e poi L'Eco dell'Adriatico, giornali più vivacemente irredentistici cui la Polizia presto impose la cessazione. Tra i giornali slavi la più diffusa Nasa Sloga sorpassava di poco le mille copie, mentre il Polaer Tagblatt slavo-austriacante le restava al disotto.x)
La nostra statistica, che esclude naturalmente annuari, pubblicazioni ufficiali e numeri unici, ci dà un totale di ottantatre periodici apparsi in Istria tra il 1807 e la fine del primo conflitto mondiale; di questi due sono bi- e tri­lingui, sei in lingua tedesca e sei in lingua croata; dei sessantanove italiani, cinque sono fogli governativi, mentre trenta sono quelli chiaramente irre­dentistici, cui andrebbero aggiunti dodici di carattere culturale, otto agrari ed economici, quattro umoristici; i fogli clericali sono quattro, gli operai e socialisti cinque, ed uno è il già citato settimanale di propaganda croata redatto in lingua italiana.
I fogli di pura e semplice informazione, ohe pure sono economicamente i più redditizi, sono in minoranza; anche se di breve durata, molti fogli ita-
1) X (Imi sulla tiratura dei periodici *ono desunti dai rapporti conservati all'Archivio di Stato di Trieste (Atti di Luogotenenza - Protocolli Stampa).