Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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1918
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511
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Unitarismo ed Antlamtarismo nel Partito Liberale toscano 511
potè, né volle tacere, sia per difendere il suo redattore, sia per ch-ia~ rime alcune espressioni facili ad essere malamente Interpetra te, le quali eran state dette, più che per convinzione, per una certa foga oratoria: sia infine per avvertire anch'essa il governo granducale che la decisione definitiva della questione di Massa e Carrara risiedeva nelle inani dei popolo. E con una certa finezza politica osservava: Se è vero che al governo provvisorio di Massa, il quale domandava di appoggiarsi ad un governo forte, il Montanelli suggerisse il Piemonte, nelle di lui intenzioni questo provvedimento non poteva essere che provvisorio, come provvisorio era ed è il governo di Massa. E tutti ponendosi la mano sul cuore senza scemare immediatamente quella fi-dneia che abbiamo nelle nostre milizie avrebbero dato lo stesso consiglio davanti a cento mila soldati piemontesi. Perchè il solo governo forte in Italia è quello che ha un esercito forte . E concludeva: 11 Granduca di Toscana accetta la tutèla e non la dedizione di quei popoli stessi che con slancio spontaneo di amore si offrono a lui .1 La Patria, soddisfatta di queste dichiarazioni, che dovevano solo servire ad allontanare ogni sospetto e dissidio, chiuse la polemica sopportando, a malincuore, i rimproveri fattigli di avere agito, consapevolmente o no, contro l'unione. E non rispose all'organo montanel-liano per molte ragioni, prima quella di non menomare la conciliazione delle parti richiesta per la riuscita della nostra causa.2
Alla Patria in questo intento, si unirono l'Italia e gli altri organi del liberalismo toscano durante l'aprile del 1848. Tuttociò che avveniva nella penisola in quel mese, nel quale pareva fosse per noi sorta un'era nuova, era riportato, commentato dai nostri periodici in modo, che apparisse alla pubblica opinione sotto l'aspetto più favorevole. Le imprese del campo, le vittorie piemontesi, i preparativi di guerra riempirono le colonne di quei fogli che sembravano volessero a bella posta dimenticare, ciò che di poco lieto potesse essere commesso allora, in Italia, per ottenere che le popolazioni, rese consapevoli della giustizia della guerra lombarda, sapessero, in virtù di questa persuasione, affrontare con serenità i sacrifici che dovevano conseguentemente derivarne. E, mentre nella stampa i liberali toscani lavoravano con alacrità, nella vita privata essi non rìstavan da qualsiasi fatica, perchè la loro opera fosse perfettamente compiuta.
i WMìa, 67, 28 marzo 1848 - IA Patria, 205, 30 marzo 1848