Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; VENEZIA ; REBIZZO LAZZARO
anno <1957>   pagina <666>
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666 Attilio Depoli
Il Governo provvisorio indirizzava il 28 marzo al Piemonte, come agli altri Stati italiani, una lettera di notificazione per segnalare la costituzione della Repubblica Veneta: la nota lettera dopo aver accentuato l'individualità politica della risorta Repubblica, aggiunge : L'Italia, in vari Governi distinta, è una nel nostro pensiero . *) Il Governo di Torino che, almeno per allora, non ha nulla da obiettare né al principio dell'indipendenza veneta, né al pro­gramma federalistico insito nella nota, non ritiene di dover lasciarla senza risposta, sicché l'il aprile il console sardo Faccanoni comunica al Manin di essere stato invitato a conformarsi, nei suoi rapporti col Governo, al ricono­scimento uffiziale già avvenuto,2) e ciò nell'attesa dell'arrivo dell'inviato Rebizzo.
Strana figura questa del Rebizzo: dotato di larghi mezzi, non si cura di avere una professione ed indulge alle sue velleità letterarie ed alla smania irrequieta che lo spinge a girare senza posa per l'Europa; aveva partecipato anche alla vita politica militando fra i liberali, sospetto alla polizia di Milano come a quella di Torino; è amico di mezzo mondo, a tutti dà ospitalità, aiuti ed appoggi, si tratti della Belgioioso o di Paganini, di Rubattino o di Anna Giustiniani, l'amica di Cavour: la sua casa è un ritrovo politico abituale, frequentato così da Nino Bixio e Goffredo Mameli, come da Lorenzo Pareto e Vincenzo Ricci, che faranno parte del primo ministero costituzionale della Sardegna. Durante una permanenza di quasi due anni a Venezia era entrato in rapporti di amicizia con Daniele Manin e con molti veneti.3)
all'inviato lombardo Passati che il Governo napoletano anche prima del 15 maggio rimase offeso per questo invito ad operaio nelle Provincie venete, per cui dopo gli avvenimenti di quel giorno non esitò ad ordinare il richiamo (JZ Carteggio diplomatico del Governo Provvisorio della Lom­bardia, Milano, 1955, p. 232).
1) Qneste Lettere di notificazione, tutte con la data del 28 marzo, furono pubblicate nella Gazzetta di Venezia del 14 aprile: vedile in PLANAT, op. cit., I, pp. 183 scgg. Le lettere erano state inviate ai rispettivi consoli. L'originale della nota inviata al Piemonte ai trova allegata alla lettera del 28 del console sardo Faccannoni all'Archivio di Stato di Torino.
2) Il console Faccannoni, nel trasmettere al Pareto la notificazione del 28 marzo, aveva chiesto istruzioni in merito al modo con cui doveva comportarsi col nuòvo Governo; il ministro il 7 aprile così gli risponde:
Nella speciale di lei posizione... giova ella sappia avere noi riconosciuto il Gov. prov­visorio di Venezia, ed avergli nelle amichevoli relazioni col medesimo aperte espresso il formale desiderio di coltivarle dal canto nostro colla migliore intelligenza nell'interesse comune ed allo scopo dell'indipendenza d'Italia... E qui stanno le regole de* suoi amichevoli rapporti con codesto Governo, mostrandogli ogni fiducia, con ogni buon volere e tutte quelle disposizioni che ne sono una legittima conseguenza . (Archivio di Stato di Venezia, Arch. del Conso­lato Sardo). È in seguito a queste istruzioni che il Faccannoni rivolgeva al Manin la nota lettera dell'I 1 aprile, pubblicata subito nella Gazzetta Veneta (Raccolta ecc.., voi. I, p. 490).
Nella nota del 9 aprile- diretta dal ministro Pareto Alle Eccellenze del sig. Presidente e Membri componenti il Governo ProvvtsOriò.di Venezia era detto:* Per mezzo del sigi Lazzaro Rebizzo io ho avuto l'onore di dirigere alle EE.W. un mio foglio per seco loro congratularmi di aver Elleno prese le redini di codesto Provvisorio Governo, con cui quello di S.M. apriva, con vero piacere. Io sue relazioni, e volentieri le coltivava (rio!) nel comune interesse, e per il gran bene della causa italiana . (Carte Manin, n. 846).
3) Seguo ARTURO CODICNOIA, Anna Giustiniani Dramma intimo di Cavour, Milano, 1941, passim, che ebbe ad occuparsi di lui, pubblicandone numerose lettere, anche nei volumi Paganini intimo (Genova, 1935) e Rubattino (Bologna, 1938).