Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; VENEZIA ; REBIZZO LAZZARO
anno <1957>   pagina <672>
immagine non disponibile

672 Attilio Depoli
Presentata la lettera ufficiale di accreditamento. le lodi del Consiglio a Carlo Alberto, a quanto egli si affretta a riferire al nostro Ministero, all'armata, erano la espressione dei cuori ;l) la cordialità dell'accoglienza era anche dovuta alla notizia dell'arrivo degli artiglieri piemontesi, che fanno svanire i timori per Palmanova, nonché della destinazione a Venezia del generale Alberto Della Marmora. 2) Questi arriva a Venezia il 14 e viene pre­sentato dal Rebizzo al Governo: non essendoci un esercito da ordinare si decise che stante il ritardo del Dorando ei partirebbe (e fu il pruno a proporlo) subito per Vicenza molto esposta. 3)
Il Governo provvisorio, in realtà, nelle illusioni delle prime settimane, si era quasi completamente disinteressato dell'organizzazione della difesa,4) limitandosi a distribuire nelle provincie alcune migliaia di moschetti e, quando si affaccia il pericolo del ritorno offensivo degli Austriaci, anziché disporre una leva ed arruolare nel Veneto milizie regolari proprie, resta in un'attesa messianica dell'arrivo del Durando delle cui difficoltà logistiche e necessità strategiche non si rende conto. Ignorando che il Pontefice aveva autorizzato la creazione di un'armata di osservazione ai confini col compito di difenderli senza oltrepassarli, e che il Governo pontificio lo aveva messo a disposizione di Carlo Alberto, il Governo veneto aveva sempre considerato il Durando come un ausigUaro che avrebbe dovuto mettersi a sua disposizione. s) Mentre il gen. Della Marmora col Rebizzo partono per Vicenza, il Governo il giorno stesso indirizza al ministro sardo degli esteri una nota, molto più calorosa delle precedenti, con vivi ringraziamenti per l'intervento, per il riconoscimento, per l'invio del della Marmora, nonché per la nomina del Rebizzo di cui sono già note le singolari doti d'ingegno e di cuore, e lo zelo efficace per la eausa
rispetto alla Lombardia, ed alle altre nostre sorelle in attesa che queste possano pronun­ciare le loro intenzioni. Favorevole alla consultazione popolare è lo stesso Tommaseo, che la proponeva al Governo: conviene porre la questione se Venezia od il Veneto vogliono rimanere Repubblica o farsi un Governo Provvisorio indeterminato, qual'è finora il Lombardo (Ve­nezia cu., I, pp. 187-9).
*) Dispaccio n. 3 del 12 aprile: il Rebizzo aggiunge: L'accoglienza... fu... un premio all'amor mio per questa nobilissima ospitaliere e gloriosa parte d'Italia .
2) L*in.vio del generale Della Marmora era stato disposto da Carlo Alberto l'8 aprile.
3) Dispaccio Rebizzo n. 4 del 14 aprile.
*) l'appunto pia grave che viene mosso al Governo Manin non soltanto dai Piemontesi ma anche dalle provincie venete che si sentono abbandonate di fronte al nemico. (Vedi, per tutte le critiche rivolle al Manin, l'imparziale disanima del TR.EVELYA.'N, op. et(., pp. 115-118 e le appassionate parole del TOMMASEO, Vanesia e, H, p. 33 sgg.).
8) Anche il Rebizzo ignora il vero compito delle truppe pontificie fatte partire il 23 marzo agli ordini del piemontese Giovanni Durando e appena apprende che un dispaccio di S. S. por­tava essere l'armata pontificia solo di osservazione crede di avere scoperto un segreto e si affretta a riferirne al Ministero, i ritardi del Durando sono ugualmente deplorati da Carlo Alberto che conta sul suo concorso per rafforzare l'ala sinistra dello schieramento, affidata alle truppe Toscane, e bloccare completamente Mantova. (Vedi le sue lettere dell'Il e del 16 aprile in G. GENTILE, Lettere cit., pp. 24 e 36), ma a quell'epoca l'esercito pontificio era ben lontano dall'essere in grado di iniziare im*Ht. ti vita offensiva ed appena il 19 no verrà dichiarato lo stato d'azione (OVIDI, Roma t> i Romani nello campagne <M lll-l 11-49. Torino, 1903, p. 317, Doc. XIX). Alle impazienze di Venezia Mona. Corboli Bussi osserva che quel Governo non aveva mai chiesto al Pontificio un soccorso di armati (lettera n Giuseppe Rìcci, primo ufficiale del ministero degli esteri sardo del 29 aprile in P. Proni, Rapporti di Mons, Corboli-Bussi dal Q. G, di Cario Alberto in Rivisto di storia della Glassa in Italia, 1950, p. 429).