Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; VENEZIA ; REBIZZO LAZZARO
anno <1957>   pagina <677>
immagine non disponibile

La missione Rebizzo a Venezia nel 1848 677
proferir all'amato nostro Generale il Comando di Venezia e dei forti ch*ei rifintò, e si ebbe infine il progetto di farlo Comandante in capo della Civica... Né diverso affratellamento mostravasi in Venezia nelle cose di mare..* così da far riguardare come stabilita di fatto quella unione che la formalità e le idee di molti nelle ultime classi comandavano di ritardare per poco. Per poco, che al 12 maggio la Repubblica nei primi vagiti appena d'un meae dopo la nascita rinunciò all'esser suo . J) Il voto del 12 maggio provocato piutto-stochè dalle pressioni, più o meno aperte del Rebizzo,2) dall'azione del Re­stelli e dall'atteggiamento sempre più deciso delle provincic, doveva esser seguito da una prossima convocazione degli elettori, ma lo stesso giorno il Governo della Lombardia, a sua volta costrettovi specialmente dalle impa­zienze delle sue provinole, aveva deciso di sottoporre direttamente ai suffragi popolari la proposta dell'immediata fusione e si affrettò a far appello al Re­stelli, perchè uniformasse ormai la sua attività alla nuova politica, nonché a delegare presso i Comitati delle provincie venete Carlo Gonzalcs allo scopo di accelerarne l'azione fusionista.3)
Il Governo veneto è più perplesso e più diviso che mai, mentre il partito albertista comincia a far sentire il suo peso. Nel dispaccio del 17 maggio il Rebizzo comunica che la marina è nettamente favorevole al Piemonte,4) ma deve interrompere la sua relazione essendo stato chiamato dal Governo in fretta grande affinchè assumesse la parte di paciere di fronte alle ire del Durando che parla di ripassare il Po, perchè dal Governo veneto era stato nominato il duca Laute al Comando di Treviso a sua insaputa e perchè il Generale Antonini aveva dato ingaggio ad alcuni di questa feccia pontificia che ammorbava Venezia! .s) Si unisce quindi alla delegazione che si reca dal Durando: questi si lascia placare e promette di far difendere Treviso; alle recriminazioni fattegli per il passato egli giustificavasi allegando il misero numero dei suoi soldati e, cosa incredibile, osserverà il Rebizzo che queste cifre conosceva da tempo, i Ministri facevano le meraviglie, dicevano che furono ingannati .6) Ma la persuasione dell'insufficienza delle truppe del Durando, mentre quelle del generale Ferrari si erano praticamente disciol­te, non rende che più grave la situazione militare: per fortuna sono vicine oramai le truppe di Napoli, destinate da Carlo Alberto alla difesa del Veneto e il Rebizzo fa il possibile per accelerarne la marcia.
1) Dalle Osservazioni ecc. ms. del Rebizzo già citato.
2) Il Tommaseo aveva scritto una lettera al Rebizzo, per disapprovare le pressioni del Piemonte, ma non la spedi osservando che più che di Carlo Alberto si trattava di un desiderio dei fratelli lombardi, sicché la legalità cedeva all'affetto, G. GAMUAHIN, La politica papale di Nicolò Tommaseo negli anni 1848-49 in Archivio Storico per la Dalmazia, 1937, p. 34 dell'estratto.
3) Archivio di Stato di Torino, Sez. I, Carte, Serie II mazzo 13, fase. 6: il sette giugno il Gonzalcs appianate le difficoltà nelle provincie venete , cioè, votata da queste l'unione al Piemonte, è autorizzato a ritornare.
*) Dispaccio n. 21.
s) L'intervento del Rebizzo a Padova assieme ai ministri veneti è ricordato anche nella nota 5 giugno del Governo provvisorio (TOMMASEO, Venezia ci/., II, App. ni, p. 391).
é) Dispaccio n. 21 del 16 con aggiunte del 17 maggio. Secondo il Governo veneto nell'in contro avvenuto in presenza di due' ministri e degli inviali sardo e lombardo, il Durando si sarebbe mostrato soddisfatto delle ragioni allottategli. La decisione di difendere Treviso, dovuta alle prespioni del Governo Veneto, rese possibile, a detta del Durando (.Srniarimimfi cii., p. 32) quella congiunzione delle forze austrìache che egli fino allora era riuscito ad osta­colare (Cfr. Ovini, op. ciL, p. 109).