Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; VENEZIA ; REBIZZO LAZZARO
anno <1957>   pagina <678>
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678 Attilio Depoli
Nel frattempo, i Vicentini ed i Padovani avevano deciso di aprire i regi" tri, come era stato fatto a Modena e in Lombardia, e poiché si prevede che lo stesso faccia anche Treviso, Venezia è praticamente isolata: non si tratta più di nno Stato indipendente, ma di una Città libera, o anseatica che dir si vo­glia, che dovrebbe avere i confini tutelati dal Piemonte, ma il Rebizzo a chi gliene parla osserva che nessuna città al mondo ha più spese (spese colossali di manutenzione) di Venezia e che sarebbe un non nulla il suo commercio, e che, passando i Signori ne' loro poderi di terraferma, la pesca delle anguille di que­sta paludosa laguna sarebbe runica risorsa del Comune e delle famiglie.1)
Il Governo ricorre alla Consulta: i Consultori delle Provincie informa il Rebizzo il 19 si riunirono e stettero jeri sera in consiglio fino alla una, e vi sono da questa mane per deliberare sul partito da prendersi ma aggiunge: come se non fosse già bel e preso ...tutto era deciso il giorno in cui fu vinto il partito della immediata unione coi Lombardi . Sarà questa la tesi costante del Rebizzo, il quale, sentendosi rimproverare, più o meno apertamente, il ritardo del voto formale della fusione, afferma ripetutamente che la delibe­razione del 12 maggio aveva de facto abolito la Repubblica, e, coll'unione alla Lombardia, aveva accettato l'aggregazione al Piemonte.
Il Rebizzo accorre il 21 maggio a Vicenza minacciata e di quella giornata abbiamo da lui una narrazione vivacissima, 2) ma da questa corsa egli è ritor­nato ammalato e deve sospendere i suoi giri in provincia.3) Continua la sua azione e, cominciando a giungere notizie non buone sull'atteggiamento delle truppe napoletane, cerca di agire sullo Statella e sul Pepe: 4) obbligato sempre a letto, freme d'impazienza, non ha confidenza che nei marchesi Pareto e Parodi Giovo che corrono avanti* e indietro ma non hanno la sua influenza. A Vicenza però si ebbero molte firme, a Treviso, per l'ostilità al Durando si ebbe qualche opposizione, ma i suoi potenti amici... racconoieranno le par­tite ; s) anche a Venezia gli umori vanno cambiando: fortissimo il malcon­tento contro il Governo per il prestito coattivo. 6) Il cambiamento dell'opi­nione pubblica acuisce le scissure fra' Ministri e parecchi di questi vengono a trovarlo: il 27 maggio dirà ci fu irruzione: ebbe per la prima volta una visita da Tommaseo e anche da Paolucci. 7)
I repubblicani sono però molto attivi fra il popolino, nessun giornale è pel giusto e pel vero : occorrerebbe finanziarne uno, il Carrer è disposto a prenderne la direzione, ma non se ne fa nulla. 8)
') Dispaccio n. 22 del 19 maggio. Al colloquio col Rebizzo sul progetto di trasformare Venezia in una città anseatica si accenna nel bollettino Zenitali del 28 maggio (La repubblica cit.. I, pp. 58-59) che provocherà Io sdegno del Martinengo.
2) fi dispaccio n. 23 del 21 maggio: è scritto allo 3 dopo mezzanotte.
3) Dispaccio n. 24 del 13 maggio. *) Dispaccio n. 25 del 24 maggio.
5) Dispaccio n. 26 del 15 maggio: la veramente bella giornata di Vicenza rialzerà gli
gtiimi .
6) Dispaccio n. 27 del 26 maggio: lo ira pubblica scema tuttavia contro noi, e cresce contro altri!!! Tutto va a seconda per la unione della Italia . À riprova delle illusioni dei Vene­ziani riproduce una notizia che circola: a I tedeschi si allontanano anche da Montebello. Ne sono 3 nula a Belluno ma tutti putelletti e anche putini, sfrenata e cenciosa canaglia senza uniforme!
t) Dispaccio n. 28 del 27 maggio. Per la guardia Civica vedi la lettera di Camillo Man-fredini al Martinengo il 1 loglio (o Repubblica cit., voi. I, p. 177-8). 8) Dispaccio D. 29 del 28 maggio.