Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; 1866 ; FRIULI
anno <1957>   pagina <684>
immagine non disponibile

684
Antonio Faleschini
Da Udine il comando supremo austriaco nei primi mesi del '66 fece partire tutte le truppe italiane che avrebbero combattuto in Boemia nella guerra austroprussiana. Scene commoventi si verificarono alla stazione durante le partenze di questi reparti, composti quasi tutti di gioventù nostra costretta a combattere per uno stato nemico. Allora il friulano, sotto divisa che non era la sua e sotto la sferza, cantava con infinito struggimento in terra straniera
Se tu sintis a d Ninine, Che sol muart in scest pais. Mi diras un Deprofundis Che tal torni in paradisi *)
Le due parti andavano, frattanto, organizzando i rispettivi eserciti. Le notizie più disparate correvano sulla bocca di tutti. Non sto a riferire queste voci che si possono facilmente immaginare alla vigilia di una guerra. Per il Friuli girano certuni e si mostrano certi altri (e sono italiani) che sono più amici del nemico della patria che della patria e dei patrioti. Dicono male della Nazione, mettono fuori calunnie sulla stessa, inventano rivoluzioni intestine, procurano di sfigurarla e di farla sfigurare e ridono di cuore del successo austriaco. E sono italiani! Sono pochissimi assai, a dire il vero, ma ce ne sono: e di tal merce ne è troppa anche un'oncia, 21
Voci contraddittorie si sussurravano anche sulla controversia fra La Mar-mora e Cialdini. Un cronista del tempo a proposito di queste notizie contrad­dittorie, conclude: In timp di uere, non die une di vere . 3)
Nessun avvenimento notevole in Friuli dallo scoppio della guerra fino alla metà di luglio, se si eccettua l'intenso passaggio di truppe per ferrovia, proveniente da nord.
In una notte tra il 18 e il 20 di giugno, nell'intervallo fra i due inizi delle ostilità, si era scatenato sul Friuli, con particolare violenza da Cividale a Faedis, un violentissimo uragano: qualcuno ne aveva tratto sinistri auspici. Ad Udine e in tutto il Friuli si attendevano con ansia notizie sull'esito del combattimento impegnato sul Mincio. Alle 7 pomeridiane del 24 giugno arrivò il telegramma annunciante la vittoria austriaca.
Gli impiegati del General Comando dinanzi al caffè Corazza uscirono in esclamazioni di gioia, gridando Sieg! Sieg bei Custoza !.... La cittadinanza si tinse il volto di dolore. L'Austria nei giorni 15, 16, 17 luglio fece in Friuli generale e rilevante requisizione di buoi, di vino, di carriaggi per trasporti. H 3 e 4 luglio cominciarono a giungere i prigionieri e il 6 luglio i feriti, accolti dalla cittadinanza con muto dolore e confortati cogli sguardi e con denari e viveri. Soprattutto i feriti ricevettero un'infinità di gentilezze e di affettuose espressioni, mentre i soldati del 4 battaglione del reggimento "Winpfen (brigata Hayduk) imprecavano bestemmiando contro gl'Italiani ed i feriti che giacevano sui carri. Udine e la provincia hanno rivelato, anche in questa occasione infausta, cuore e sentimenti italianissimi e fraterni. Scriveva allora mi prete friulano nei giorni seguenti la battaglia di Custoza; L'esercito italiano, attaccato daWesercito austriaco, perdette, ahimè, la batta-
1) VilIoUa popolare friulana.
2) Dalla cronaca inedita deli'ab. prof. Toinasino Crisi.
3) Ibidem.