Rassegna storica del Risorgimento

1864 ; 1866 ; FRIULI
anno <1957>   pagina <685>
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Il '64 e il '66 in Prudi
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gita di Custoza e fu costretto a ripassare il Mincio. Io sono dolentissimo, mi sento piangere il cuore, e prego Iddio ormai per la pace e per rassegnarmi ad altri dieci anni di schiavitù. Nessuna comprende il mio dispiacere. Da tutte le relazioni pubbliche e private e perfino da quella dell'arciduca Alberto d'Austria, chiaro appare che il neonato esercito italiano è valoroso. La Prussia fece 50.000 prigionieri, VAustria soltanto 396, e mentre nel secolo scorso la Prussia ebbe una guerra di 7 anni contro VAustria, in questo secolo invece contro VAustria non s'ebbe che una guerra di sette giorni. E cosi l'esercito italiano per terra e per mare fu battuto. I soldati italiani fecero meraviglie per mare e per terra, non così tutti i capi. E la ragione è questa: che bisogna studiare molto, affaticare assai, non disprezzare nessuno, altrimenti Dio trova il modo dì colpire Vigno-ranza e la superbia. *)
Dopo Custoza che avvenne in Friuli? L'Austria, invasa al nord dalle trup­pe prussiane, richiamava affrettatamente le sue truppe dal Veneto. Cialdini, comandante dell'esercito di spedizione, verso il 25 luglio, arrivò ad Udine, con le truppe, accolte da fremiti di entusiasmo, di delirio, di passione di tutto il popolo. L'esercito nemico aveva, alla metà di luglio, abbandonato il Friuli, dopo aver requisito l'impossibile, poiché gli Austriaci capivano ormai che non avrebbero più messo piede in questa terra. Molti sono gli episodi avvenuti mentre gli Austriaci davano l'addio al Friuli. La stizza di dover lasciare terre così ricche e belle prevaleva in certi momenti sulla ragione, e perciò gli atti di prepotenza sono stati parecchi. Nella mia casa materna, si vede ancora il segno di un colpo d'ascia vibrato sulla porta da un soldato: si voleva incen­diare la casa perchè mio nonno reclamava la restituzione delle caldaie prese per fare il rancio alla truppa. L'intervento di un capitano sventò, forse, un sicuro sinistro. Primi furono i bersaglieri ad entrare in molti paesi, dove già era stato preparato il tricolore dalle donne, che andarono incontro ai soldati liberatori esultanti e cantando, o suonando, ad esempio in Udine, la marcia reale, l'inno di Garibaldi e l'inno del '66 del Brofferio. Prima ad entrare in Udine fu la 14a Divisione del generale Brignone, preceduta dalla musica con degli strumenti mal ridotti. Le popolazioni dei singoli paesi si erano bene provviste di viveri da offrire ai soldati. Commovente riuscì questa gara tra gli abitanti.
Il 26 luglio scrive un diarista2) (le ultime truppe austriache partirono il 22 dello stesso) entrarono in Udine le truppe italiane. Gran bari' diere tricolori, grandi feste, grandi evviva, gran piacere e gioia, gioia e pia­cere di cuore. Io pure mi feci ad incontrarle in quel giosno, e più. di 20 mila uomini sfilarono freschi, cari e belli. Grandissimo e bellissimo giorno dunque il 26 luglio del 1866 per Udine e per il Friuli nostro .
Com'erano belli, cortesi, disciplinati scrisse la Percoso ; accarez­zavano i bimbi, si studiavano di dare il minor disturbo possibile, pagavano a contanti, fin l'acqua che bevevano. Cose stupefacenti dopo i modi cui ci aveva avvezzi lo straniero. E tutti se li disputavano, li portavano a passeggio, li volevano ospiti,
Il 12 agosto venne concluso a Corraons l'armistizio fra Italia e Austria, così che Cialdini fu costretto ad arrestarsi sulla via di Trieste. Confine prowi-
1) Ibidem. *i Ibidem.