Rassegna storica del Risorgimento
1864 ; 1866 ; FRIULI
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1957
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ir64 e il '66 in Friuli
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autorità, col suo integro patriottismo con la sua intelligenza contribuì a far sì elle il confine italo-austriaco si stabilisse al di là dei Torre. Nel suo manifesto di saluto (4 agosto '66) rivolgendosi agli abitanti della città e provincia di Udine, diceva, tra l'altro: ce II Re mi ha mandato tra voi ad istituire il suo governo. Il mio compito non è difficile. I principi di libertà e di giustizia, cui si informa il governo costituzionale di Vittorio Emanuele, non possono allignare che fra popolazioni meritamente celebrate pel loro patriottismo la loro fermezza e temperanza. Ciascun cittadino troverà in me un solo proposito: affratellare questa alle altre provincie e consorelle del Regno, ed iniziare e promuovere tutto ciò che giovi allo sviluppo morale, intellettuale e materiale del Friuli .
Attraverso gli scritti di due personaggi insigni possiamo rivivere le giornate di speranze, di delusioni, di scoramento, e finalmente di sollievo dell'agosto del '66. Questi due personaggi sono : Nino Biado e Caterina Percoto.
E utile e interessante conoscere quanto scrisse Caterina Percoto, la gentile scrittrice friulana, che fu in corrispondenza coi principali personaggi e scrittori italiani dell'800, compresi il Tommaseo e il Capponi.n una serie di lettere dirette ad un'amica, la scrittrice descrive le vicende delle giornate dagli ultimi di luglio a quelle della prima decade di agosto. Essa narra, anche, come ha visto lo scontro di Versa, l'unico e vittorioso combattimento impegnato fra le avanguardie nostre e forti nuclei nemici nello stesso giorno in cui venivano conclusi i preliminari di pace a Nikolsburg. Le lettere di Bixio formano un commento militare ai movimenti delle truppe di quei giorni in Friuli; quelle della Percoto sono invece una descrizione viva, colorita, appassionata di ciò che la scrittrice potè vedere e sentire. I sentimenti d'italianità fervidissimi e il desiderio ardente di rivendicare l'onore dell'armi italiane erano gli stessi nei due animi grandi e nobili. La Percoto, ch'era depressa per aver sofferto private sventure, visse, lei donna che apprezzava immensamente il dono di un'Italia libera e unita, ore di trepidazione.1) Immaginava che il suo Friuli sarebbe rimasto miseramente squarciato. E gettò lacrime così disse come quelle di Garibaldi quando gli tolsero la patria. Addio, speranze della mia pevera vita passata . I soldati nemici minacciavano e sfondavano le porte. La casa del cappellano l'avevano addirittura trasformata in bordello. Nel requisire e portar via ogni cosa consegnavano un sudicio buono >> e aggiungevano : pacherà Italia ! .
Essa scriveva queste notizie dal paesetto di Soleschiano presso San Giovanni al Natisene. Ciurme di soldati commettevano ogni lordura. La Percoto ne era nauseata. Buon Dio, la pace, che ora si sta segnando, vorrà dare all'Italia un cosi malaugurato confine; io tagliata fuori e in balia dell'Austria, e questi poveri contadini sul pericolo di diventare ben presto tanti contrabbandieri e di demoralizzarsi come già sotto il primo Napoleone è avvenuto ai vicini villaggi dell'Illirico . In quei giorni pioveva a dirotto. Finalmente venne wa. messo ad annunziare che i lancieri ed i bersaglieri già erano a Trivi-guano Udinese. Durante lo scontro di Versa da una finestra di casa sua vide l'incendio di Nogaredo, del ponte di Romans e di quello di Versa. Le sembrava che quella fiera gioventù italiana fosse venuta alla battaglia come a un festino da ogni paese d'Italia. Così vide passare le divisioni Mezzacapo,
1) PERCOTO, II Friuli sotto l'Austria, Udine, 1920. Vedi /( Friuli nel Risorgimento ha' liane,, di RINO LoatCB, Udine, Tip. Toaolini, 1905, pp. 158-159..