Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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1957
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691
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il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed il suo redattore 691
Il Corriere Italiano in realtà è uscito dal 1850 al 1857. È un quotidiano, ' ) anzi, a quanto finora ci consta, in ordine di tempo è il primo quotidiano in lingua italiana che sia uscito all'estero. 2) Nel dargli vita, il Mauroncr inviava ai giornali triestini*) e, certamente, ai giornali del Lombardo-Veneto, un avviso che tracciava sommariamente il programma del giornale. Fra l'altro vi era detto: Amanti della nostra nazionalità noi la difenderemo da ogni attacco; amici dell'ordine e della legge non lo siamo meno della libertà e saremo perciò i custodi di quelle istituzioni che furono assicurate dalla Maestà di Francesco Giuseppe collo statuto del 4 marzo alle fedeli provincie dell'Impero. Vedere quanto prima estese quelle sovrane concessioni nelle Provincie Lombardo-Venete, questo è il voto più caldo dell'anima nostra, io scopo sincero dell'opera nostra, e per giungere alla meta noi combatteremo ogni tentativo di disordine che in oggi la folla sola potrebbe promuovere e consigliare .
Ma, prima di entrare nel vivo della trattazione concernente il quotidiano viennese, pensiamo non sia inutile presentarne il redattore. E vediamone anzitutto la figura morale.
Sappiamo ch'egli fu accusato di essere stato spia dell'Orsini. Questi, fuggito dalla fortezza di Mantova, gli scrisse, il 17 aprile 1856, una lettera
1) Il giornale esce tatti i giorni tranne le Domeniche e Feste . Questa scritta la riproduco dalla testata del primo numero della quarta annata, vale a dire dal numero del 3 gennaio 1853.
2) Penso che non sia inutile chiarire, a scauso di equivoci, che cosa io intenda con la parola estero , onde non essere smentito da chi, in merito, volesse per caso seguire le tracce del Dresler e del Fatterello.
Nel periodo oggetto della nostra attenzione in questo saggio, la nazione italiana non è ancora eretta a Stato, anzi i domini austriaci giungono fino al Ticino. Quindi la parola* estero va interpretata in senso etnico, non in senso giuridico. Estero è per noi ciò che è oltre la linea del confine etnico, non è estero ciò che è di qua da tale confine, ciò che non è oltre un'interruzione della continuità nazionale. Il Bernardini, pubblicando la sua Guida della stampa periodica italiana nel 1890, per trovarsi in periodo in cui la nazione italiana è ormai eretta a Stato, e forse ancor pia per il carattere stesso della guida, dà alla parola estero il significato giuridico del momento, né pensa a far sottili distinzioni quanto a dati storici. Quindi per lui è estero (vedasi l'appendice Giornali italiani stampati all'estero ) tutto ciò che è di là dal Judrio, estero Gorizia, Trieste e le altre città italiane della sponda orientale dell'Adriatico, estero Nizza, l'isola di Corsica e così via. E nn criterio che potrebbe forse essere discusso, in ogni modo è un criterio preciso, basato sui fondamenti giuridici del momento in cui egli pubblica il suo volume. Il Dresler, pubblicando nel 193334 la Bua Geschìchte der iialienischen Presse, anacronisticamente mantiene lo stesso concetto di estero osservato dal Bernardini più di qua-rant'anni prima, cosa questa che fors'anche potrebbe essere considerata malevola, ma certo è per Io meno assurda. E ben vero che dopo il 1918 Trieste, Trento, Fiume ed altre città italiane non appaiono più nei capitoli che, nei diversi periodi storici, portano il titolo di Itatienische Blàtter ausscrhalb-Italiens ( Giornali italiani fuori d'Italia ), in compagnia con Parigi, Londra, Tunisi. Ma è possibile mettere L'Osservatore Triestino del settecento hi un capitolo che suona Italienische BIfitter ini Ansland , cioè Giornali italiani all'estero (vedasi 1. Teil, IH Abschnitt), e non faro altrettanto per i giornali milanesi, se Milano come Trieste fa parte dei domini austriaci ? Lo stesso modo di sistemare le cose l'ha Francesco Fatto-rollo, il quale, pubblicando noi 1941 il primo volume de // giornalismo italiano (Casa editrice IDEA, Udine), nel secondo capitolo ( Il giornalismo italiano nel secolo XVIII ), pone un paragrafo, il 9, che ha per titolo Manifestazioni dot giornalismo italiano all'estero . E qui accomuna Londra, Vienna, la Corsica, Trieste, Gorizia, Rovereto, Trento e Lugano.
3) Vedasi CESARE FAGOTTO, La stampa triestina nel 1848, cap, VII, in La Venezia Giulia e la Dalmazia nella rivohmone nazionale del 1848-1849, voi. II, Del Bianco Editore, Udine, 1949.