Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; LIBERALI
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a Venezia si comincia bene: credetelo, in fondo, son galantuomini e in fondo non potevano fare altrimenti .1
Ma il Capponi, il Vieusseux ed i loro più intimi amici eran seguiti da tutto il partito liberale nell'aspirazione di facilitare la fusione completa delle forze italiche sotto il Carignano fino alla vittoria; e come il Piemonte rendeva loro agevole il compito che si erano proposti? E poiché, apparentemente almeno, la questione volgeva sulla interpretazione, che dovevasi,dare al concetto della Lega fra i principati italiani, come l'iritendevan gli Stati sardi e come venivano valutati dal liberalismo toscano ?
Due finalità si erano proposte le sfere politiche piemontesi nel dichiarare la guerra all'Austria: liberare l'Italia dal predominio tedesco e conquistare al Piemonte la vallata padana. Ond'è che qualsiasi opera ed opinione che avessero potuto impedire o ritardare l'effettua* zione di questi disegni doveva, di necessità, essere combattuta e rigettata. E poiché, quanto più il tempo passava, tanto più riconosce-varisi le difficoltà dell'impresa, gli uomini di governo degli Stati sardi avrebbero voluto, accentrate le forze della penisola in Torino, disporne liberamente. Era, concediamolo, una violenza alla libertà costituzionale e politica dei vari principati italiani, ma era violenza necessaria perchè date le gravi contingenze di allora dovevasi mirare al fine, senza perdersi in troppi riguardi. Questo concetto, attuato mirabilmente dal Cavour, era, o voleva essere, la base della politica del Ministero Balbo, se non era proprio quella dell'autore delle Sperarne: onde ogni proposta di dieta e di congresso, che era considerata solo come utile ad aumentare le discordanze di tutte le teorie politiche che allora eran pullulate d'incanto, era ritenuta perniciosa dal governo piemontese, al quale il voler distrarre l'attenzione del paese dai campi lombardi sembrava cosa dannosa. E dannosissima poi sarebbe stata una Dieta in Roma, come molti volevano in Italia, Dieta raccoltavi con suffragio popolare a capo delia quale avrebbe dovuto essere il Pontefice: ciò per varie cause, delle quali due di primaria importanza. Era vano se non stolido il supporre possibile da parte di Pio IX una politica aggressiva contro l'Austria; e porre a capo d'Italia un tale sovrano equivaleva, per la natura stessa delle circostanze, mediatrici l'Inghilterra e la Francia, a favorire un accomodamento temporaneo il cui unico effetto sarebbe stato dai- tempo a Vienna per accomodare le faccende interne e dar poi un colpo mortale al prin-
1 Lettere di 0. Capponi e di altri a lui, raccolte e pubblicate da A. CARRARESI. Firenze, Successori Ite Mounier, 1883, TL, pug. 252.