Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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Giuliano Gaeta
aspra e minacciosa l) perchè, secondo lui, era stato il Mauroner, insieme con Moisè Laudadio Fonnaggini, a denunciarlo presso la polizia di Vienna, anzi il Mauroner era stato il principale dcnunziatore , e l'Orsini l'aveva saputo perchè, egli dice, la cospirazione, che ove sia ben condotta può assai, me ne forni i mezzi , ma d'altronde l'avrebbe saputo lo stesso in quanto 1 Magistrati che intendono alla compilazione dei processi politici, non fanno misteri sugli accusatori e sui delatori . Nella lettera c'era anche una minaccia che ci è lecito credere abbia messo una certa paura in corpo al Mauro* ner: io son quel tale da condurmi in Vienna allorché meno vel pensate, per darvi quella lezione che merita chi è capace di denunziare .
Il 20 maggio questa lettera fu pubblicata in Italia e Popolo di Genova, 2) preceduta dal seguente cappello:3) Nel 1848 un tal Mauroner affettava tendenze democratiche, ma cambiando poi i tempi e prevalendo la reazione, si poneva al servizio di Casa d'Austria redigendo il Corriere Italiano, che stampa a Vienna, la cui missione è quella di insultare il nome italiano, non risparmiando il ridicolo e i vituperi a questo stesso governo piemontese, la cui politica non è certo rivoluzionaria .
H 22 maggio la lettera era ripubblicata nell'Opinione di Torino. 4) Ma già il 21 maggio, l'Esperò aveva bollato a fuoco il Mauroner. s) La campagna di stampa dilagava, ed il Mauroner credette bene di rispondere, sul Corriere, il 29 maggio: ad una persona d'apparenza israelitica (il Formiggini evidentemente), che gli chiedeva consiglio sul da farsi circa un emissario di Mazzini, egli s'era limitato a rispondere che non era questa cosa di spettanza di un giornalista, ma della polizia, che quindi si rivolgesse a quella se la cosa
1) Vedasi il volume Lettere di Felice Orsini, a cura di ALBERTO M. GIHSAT.BKBTI, Vittoriano, Roma, 1936, Lettera CLVUL
2) Nell'incarto Oderete] Pjplizei] Prastidium] I, n. 1690, anno 1856, dell'archivio della Polizeihofstelle di Vienna (incarto del quale tratteremo più ampiamente fra poco) ho trovato la traduzione in tedesco tanto della lettera pubblicata che del cappello redazionale citato.
3) Trascrivo da una nota alla lettera stessa che si trova nel volume citato. *) Vedasi la nota di cui sopra.
5) Copia manoscritta dell'articolo, come pure la sua traduzione in tedesco si trova nell'incarto citato. Si: tratta evidentemente di quell'Espcro di Torino che fu l'organo del Rattazzi, ministro della giustizia, e perciò il suo linguaggio forte acquista maggiore gravità. Ricopio il testo (dalla copia manoscritta suddetta): IP Italia e Popolo pubblica un curiosissimo documento, una lettera di Felice Orsini, testé fuggito dalle carceri politiche di Mantova, ove da un anno languiva, mentre i giudici inesorabili stavano innalzandogli il patibolo. Ricavasi dalla lettera, che l'Orsini fu arrestato in HermanBtadt per denuncia del Sig. Mauroner, compilatore responsabile del Corriere Italiano di Vienna. L'Orsini diecsi certo di quanto afferma, e pare ne sia venuto in cognizione dalle stesse autorità che lo processavano. Vedremo cosa saprà rispondere il Mauroner, il quale per discolparsi dovrà addurre fatti e non parole. Intanto ritenendo per vera l'afferra aziono dell'Orsini, l'azione del Mauroner non c'arreca punto meraviglia. Nel 1848 affettava sensi liberali, poscia apostato sino al punto di vendere penna e coscienza al governo austriaco. Il sentiero dell'apostasia è molto lubrico; e la sede degli ispiratori del Corr, Ital. da quella della polizia non può essere gran che discosto, d'altronde non è strano che Io zelo dei rinnegati esca dai limiti dell'onestà. Una cosa pertanto vogliamo notare, ed e di qual feccia l'Austria sia costretta a servirsi. Il redattore dotta Sferza, Mazzolili, fu condannato e processato per truffa; il Mcnini, direttore proprietario della (rossetta di Milano, era spia notoria del Torresani, e fu il solo italiano che allo scoppio della rivoluzione cercasse rifugio presso i tedeschi, il compilatore del Corriere Italiano non avrebbe avuto rimorso di somministrare con le proprie delazióni una vittima al carnefice. Hanno ben ragione i giornali farisaici di ristampare e far eco agli articoli scritti da questa gente: son proprio degni de* giornali di fango! .