Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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1957
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693
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Il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed il suo redattore 693
era vera e se aveva voglia di fare comunicazioni di tale natura . Il Mauroncr era dunque innocente, secondo lui, al caso tutta la colpa era del Fonniggini. H quale, dal canto suo, in una sua giustificazione scritta e vincolata da giuramento nel 1886 *) assicura di non aver fatto alcuna delazione, nonostante One il Mauroncr lo avesse fatto arrestare e quindi sottoporre a stringenti interrogatori perchè denunciasse l'Orsini. 2) Dagli atti del processo istruttorio fatto a Mantova a quanto ci dice Alessandro Limo, che li ha esaminati 3) risultano i nomi del Formiggini e di un giovane dalmata, tale Antonio Ver-nazza, *) non risulta quello del Mauroner se non quale istigatore alla denuncia, ma sempre dopo la richiesta di consiglio da parte del Formiggini. 5) La posizione di quest'ultimo risulta quindi sufficientemente chiara, mentre, a questo punto, non è chiara a sufficienza quella del Mauroner.
Senonchè abbiamo detto che ci è lecito credere che la minaccia dell'Orsini abbia spaventato il Mauroner. Supponiamo, anzi, che, in seguito ad essa, egli si sia rivolto alla polizia.
Nell'archivio della Polizeihofstelle di Vienna c'è un incarto concernente la lettera che il 6 giugno 1856 venne indirizzata al ministro Karl von Krautz. 6) Tale incarto ha molti allegati, di cui quello che è cronologicamente il primo porta la data del 26 maggio. È anteriore quindi di tre giorni alla comunicazione apparsa sul Corriere, che può benissimo essere stata concertata fra il Mauroner e la direzione di polizia, anche in quanto la comunicazione predetta, al lume degli altri documenti dell'incarto, ci appare prudente.
L'allegato datato il 26 maggio ricorda che il 2 dicembre 1854 era giunto a Vienna un dispaccio telegrafico del governatorato di Verona, il quale segnalava la presenza negli stati imperiali di un tale che si celava sotto il falso nome di Hernagh ed il cui vero nome sarebbe stato Tito Celsi. 7) Il presunto Eternagli, passato in polizia il 24 ottobre per ottenere il passaporto per Bucarest, partì da Vienna il 7 dicembre. Il 19 dicembre si presentò il Formiggini, che si rifece ad un consiglio del Mauroner, il quale gli aveva pure dato una lettera per un alto impiegato di polizia, lettera questa che il Formiggini aveva perduta.
Altro documento allegato all'incarto, datato il primo giugno, specifica che, secondo il verbale di deposizione del Formiggini in sede di polizia, la
1) Vedasi Appendice , IV, in Lettere cit.
2) Si confrontino tanto la giustificazione del Mauroner che quella del Formiggini con i documenti dell'archivio della Polizeihofstelle di Vienna che citeremo in seguito.
3) Vedasi Felice Orsini, Milano, Coglia ti 1914.
4) Vedasi l'interrogatorio del 90 agosto 1855 nel volume citato di A. Lezio, cap. II, Orsini narra ai giudici austriaci le sue gesta di patriota e di cospiratore mazziniano .
5) Vedasi il referato Sancite*, pezza 2087, citata in A. Lezio, Felice Orsini cit., p. 96. <) Il citato O. P. Praa I n. 1690, anno 1856.
7) Die F* Anzcigo iiber die Anwesenheit des Tito Celsi in den kais. Staatcn und dessen Rebe untar dem falscheu Nameu Hernagh, Iangte mit telegrafi Depesche des 2. Dezember 1854 hier ein . Tito Celsi è il pseudonimo che l'Orsini aveva assunto por la sua opera di cospiratore mazziniano. Il presente documento è certo significativo: esso non può che far dedurre che la sorta dell'Orsini era determinata prima della denuncia del Formiggini e che, in ogni modo, a prescindere da esso, tosto o tardi l'Orsini sarebbe stato arrestato. Anzi si può pensare che, quando la polizia viennese ne ordino l'arresto, essa non pensasse neppure d'aver da fare con l'Orsini. Questi infatti ci dice nelle sue Memorie d'esser giunto a Hermanstadt alle 11 antimeridiane del 17 dicembre o che l'ordine del suo arresto era colà giunto dodici ore prima. Ed il Formiggini, come vedremo ora, si presentò per fare la sua denuncia alla polizia di Vienna appena il 19.