Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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Giuliano Gaeta
quell'anno, a Trieste, un opuscolo di venti pagine intitolato Questioni del giorno in Austria. *)
Osserva qui che furono le idee francesi della rivoluzione a portare il loro frutto nel 1848. In quest'epoca tutto avrebbe forse finito tranquillamente di mutuo consenso tra popoli e re, ae i trattati del 1815 si fossero limitati a combattere le idee democratiche e non avessero repressa anche l'indipendenza nazionale dei popoli. Ma essi aveano divisi gli uomini non dietro la loro favella e costumi, ma come mandrie di pecore sottomesse a questo o quell'altro padrone, e le terre furono ripartite dalla diplomazia a miglie quadrate, e non secondo la frontiera che Dio loro diede; e se i popoli si piegano sotto la tirannide d'un principio o d'un uomo, non v'è popolo sì caduto che non tenda alla propria indipendenza, e non conservi gelosamente la propria nazionalità come la Vestale vigilava la fiamma nel tempio. Ed è questo il carattere del movimento attuale d'essere particolarmente nazionale .
Ed a quest'osservazione di carattere politico-nazionale ne aggiunge, subito di seguito, un'altra di carattere politico più ampio: L'Austria, monarchia federativa composta di tante razze, dovea più di qualunque altro Stato risentirsi di questo moto. Fino a tanto che il sistema assoluto la governava e che il governo di tutta la monarchia partiva incontrastato da Vienna. dove ai centralizzavano i fili delle varie amministrazioni provinciali, la sua esistenza era sicura; e Mettermeli, come ministro austriaco, non poteva fare a meno di sostenere con tutte le sue forze il sistema vecchio e di resistere ad ogni idea d'innovazioni decisive; egli ben sapeva che il giorno in cui la parola Costituzione fosse proferita in Austria, concessa la libera stampa e l'armi poste in mano ai cittadini, le velleità nazionali si sarebbero svegliate. Mettermeli era forzato ad essere retrogrado, e se anche l'uomo in lui avesse potuto allontanarsi dalle dottrine del2) statùquo; il ministrJ non poteva farlo, e credo errino fortemente quelli che credono che con delle concessioni a tempo si sarebbero evitati molti mali. Le piccole concessioni non avrebbero
Due giornali dalmati, collezione dei Quaderni di Pagine Istriane , 2 quad., Trieste, 1955). Il Corriere ci dice infine che nell'esaltazione dei valori della nazione italiana (che doveva presumibilmente servile da contrappeso alla negazione dei suoi diritti di libertà e d'indipendenza) si andò in certi momenti tanto avanti, quanto non si sarebbe tollerato in nessun giornale stampato nell'Italia austriaca, cosa questa che, dato il cammino infrenabile del Risorgimento italiano, doveva, alla fin fine, giovare pia albi causa opposta che a quella che col quotidiano viennese ci ai era proposti di servire. In altre parole, e riassumendo quanto sopra detto, quel governo austriaco che sovvenzionava periodici libellisti e delatori, italiani come d'altra lingua, destando lo scandalo non solo nei liberali italiani o d'altra nazione, ma pure è necessario ricordarlo nel liberali tedeschi austriaci, nei liberali viennesi anzitutto, quello stesso governo sovvenzionava anche, ed ispirava un quotidiano che, come vedremo, ospitò sì, una volta, uno scritto del Mosszoldi, noto come libellista o come spia, ma, pur non essendo tale scritto di carattere libollistìco, volle subito scindere la responsabilità propria da quella dell'articolista. altra cosa che pure il Mauroner sia stato spia: lui il governo, come abbiamo visto, si preoccupava di tenerlo al coperto, ed il Corriere di delazioni non ne fece per quanto ci è stato dato di conoscerlo nella mutila collezione consultata. Anzi, si scandalizzò che il suo redattore potesse essere accusato pubblicamente d'essere responsabile dell'arresto dell'Orsini. Il Corriere insomma rappresenta la tendenza moderata austriaca. Sci ò essenzialmente in ciò che noi troviamo l'importanza del periodico. 0 Tipografia di Michele Weis.
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