Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <700>
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Giuliano Gaeta
pagine del suo lavoro conclude che tutti o la maggior parte dei tedeschi austriaci vorranno unirsi alla loro grande patria la Germania come gl'Ita­liani all'Italia . E soggiunse quindi: Questo è problema che verrà sciolto certamente, dubbio non è che il quando; ma la stampa è libera, le idee volano da una provincia all'altra, da un capo all'altro, e la discussione non può tar­dare di seguire la soluzione. Le bajonette ed i cannoni possono reprimere gli effetti, ma non domare né distruggere le cause .
Ma ecco un'altra riserva che annulla la categoricità del precedente asserto: intorno a quest'Austria che per il Mauroner è una e massa compatta di Slavi, s'attaccherebbero altre provincie della Monarchia dove la nazionalità è mista come la Dalmazia, l'Istria e Trieste, nei quali luoghi la preponderanza slava della campagna- e l'interesse commerciale non permetterebbe all'elemento italiano delle città di unirsi e seguire i destini del vicino LombardoVeneto . Soggiunge poi: Probabilmente anche qualcuna delle provincie tedesche per motivi parziali che non giova ora indicare, preferirebbe restare attaccata all'Austria e non fondersi con la nuova Germania . Si noti che, in tutto ciò, il Mauroner non si pone neppure il problema dell'Austria come Land, cioè come regione, e dato che non si pone tale problema, né pensa ad una nuova capitale per lo stato federale costituzionale austriaco, si potrebbe polemi­camente osservargli che Vienna stessa egli la fa passare per una città slava.l)
Quanto a noi Triestini , dice, noi più che altro dobbiamo deside­rare che venga rispettata la nostra nazionalità, ed assicurate le condizioni eccezionali indispensabili alla nostra patria per avanzare sulla via di sempre crescente floridezza e prosperità .
Abbiamo esposto quest'insieme illogico e contraddittorio di idee (qual­cuna delle quali, presa in se, è senza dubbio logica) non certo per dare un saggio di teoria politica che meriti per se stessa di essere ricordata. L'abbiamo fatto spinti da quel passo del giornale Italia e Popolo del 20 maggio 1856, in cui si diceva che nel 1848 il Mauroner affettava tendenze democratiche , che poi, a quanto appare dal passo stesso, sarebbero state rigettate, dal Mauroner, postosi al servizio della casa d'Austria. L'abbiamo fatto per vedere se ed in quanto erano democratiche queste idee del Mauroner, se ed in quanto ebbero a mutare quand'egli divenne il redattore del Corriere Italiano che tra poco esamineremo. Diciamo sin d'ora che tali idee non ci sembra che molto mutassero, ma soggiungiamo che quello che poteva essere conside­rato liberale e democratico nel 1848 o prima, dopo il 1850 poteva facilmente apparire l'inverso. Non è considerato antiliberale il Tommaseo che, nel primo periodo, pensa ad uno stato cuscinetto per la zona costiera orientale dell'Adria­tico, non è considerato antiliberale Pacifico Valussi che per ragioni di carat­tere economico, non osa staccare decisamente Trieste dal nesso austriaco. Ma è tipica l'evoluzione del pensiero del Valussi che, di fronte all'incalzare degli eventi, di fronte all'evidenza dei fatti che dimostrano l'insostenibilità della sua prima tesi, dinanzi alle imperiose necessità d'unità nazionale e dinanzi alla forza snazionali zza triee che grava sulle terre italiane dell'orientò
1) Oppure che pensa alla necessità di una slavizzazione di Vienna, omo Robert Gyprien, direttore del periodico slavofilo di Parigi ha Pologne, come non pochi giornali slavi del periodo quarantottesco.