Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno
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1957
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pagina
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703
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Il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed H suo redattore 703
la proposta scelta del tedesco de Bruck quale rappresentante di Trieste alla assemblea costituente, e non solo perchè era della scuola del Mettermeli, come il giornale diceva, ma perchè non triestino.J)
Il Messaggiere dell*Adria fu inviso alla polizia ed alle autorità militari Si tentò di stroncarlo con lo stesso provvedimento che a Trieste aveva già segnato la fine, al principio del gennaio, del Giornale di Trieste del Solitro, di schietta ispirazione mazziniana: s) gli fu inibito cioè l'ingresso nel Lombardo-Veneto, dove, come il giornale predetto, aveva il grosso degli abbonati. 3) Ma sembra che, tentando tuttavia di continuare la sua vita, si sia agito contro di esso per lo meno con altri mezzi intimidatori, cosa onesta che è facile immaginare rileggendo l'articolo anch'esso intimidatorio e pure delatorio apparso sul triestino Diavoletto del 23 marzo 1849. *)
il computo arido degli abitanti di nome slavo e quello di nome italiano, dovrebbe osservarsi quanto pochi sono gli Slavi che non sanno il dialetto istro-italiano, mentre anche sono molti gli abitanti di nome slavo che non sanno oramai altra lingua scritta che l'italiana, non sanno altro dialetto che l'istro-italiano. E questa lingua scritta e questo dialetto, gli Slavi li hanno appresi per tirannico costringimento degli Italiani, o perche le relazioni di commercio e di agricoltura chiamano tutta l'Istria all'italiano Adriatico? Non è da meravigliarsi, dice, che il giornale ufficiale di Trieste, L'Osservatore Triestino, faccia opposizione a verità , cosi chiare mentre avviene questo fatto: I decreti che vengono pubblicati in Istria in lingua slava vi destano una speciale curiosità, perchè nessuno l'intende, né si sa perchè il governo getti inutilmente quella spesa di stampa . Continua poi la cronaca istriana del 6 febbraio con data del 2 antecedente: Dissi nella cronaca antecedente che l'Istria è concorde, malgrado che alcuni, non istriani, volessero suscitarvi qualche partito. Ma come a Trieste, dove quelli che protestano la propria italiana nazionalità, non sono un partito, ma propriamente la vera Trieste; sono la giovane e antica e geografica Trieste; sono, dico, la di lei incarnazione, il di lei spirito, la di lei vitalità, mentre gli altri sono piante forestiere che possono allignare e dar frutto anche nell'ospite terreno nuovo, purché non lo danneggino troppo con ombre diffuse, con radici ladre e serpentine: cosi l'Istria, e forse a voce più unanime, proclama: io non ho partiti riguardo alla mia nazionalità, e a quella degli ospiti miei, io sono nient'altro che l'Istria: la mia lingua civile è l'italiana, la mia lingua scritta è l'italiana, la geografia mi unisce a quel paese che i dati statistici, i quali sanno, chiamano Italia. La politica della forza siccome io sono una povera penisoletta potrebbe farmi ubbidire anche agli ordini di Abbas bassa. Ed io, come povera penisoletta, guarderei alla Provvidenza, che non dimentica l'insetto, e inchinerei la fronte alla politica della forza. Ma non per questo cesserà la mia civiltà d'esser quella che è nei suoi centri popolosi donde soltanto ella parte e può partire; perchè civiltà non ha alcun popolo e nessuna stirpe senza propri centri dove si alimenti, si educhi, si perfezioni, e donde parta, come raggi dal loro foco. E non per questo cesserò d'essere, in una parola, quello che sono. Con questi pensieri gl'Istriani si mantengono tranquilli, concordi e rassegnati . Parla, quindi, della costituzione in Istria di un comitato per la difesa dell'italianità.
1) Giornale del 14 febbraio. Circa l'invio del de Bruck il futuro ministro austriaco, che allora si trovava con importanti funzioni a Trieste all'Assemblea Costituente, si osservava: Non sarebb'egli un proclamare che Trieste nostra non ha alcun figlio capace di rappresentarla ? .
2) Vedasi in proposito il mio saggio // Giornale di Trieste nel quadro della stampa triestina del 1848-49. in Annali di diritto, economia e politica dell'Università di Trieste, 1943,
fase. I-IL
3) Il trentanovesimo numero, del 22 marzo, portava anzitutto il seguente comunicato: II nostro giornale ha subito la sorte di tutti gli altri non privilegiati di questa città, e gli fu interdetta la circolazione nello provincic LombardoVenete. Noi progrediremo nella pubbli* castone del nostro Periodico, ad onta della mancanza di circa 300 abbonati, che andiamo a perdere con quella misura, sino a tanto che ci sarà permesso progredire nella via incamminata. Nel prossimo trimestre adatteremo qualche provvedimento che faremo noto a suo tempo . In realtà tale numero fu l'ultimo.
*) Sul quotidiano triestino II Diavoletto vedasi il mio saggio Atteggiamenti del giornali-amo reazionario fra la prima e la seconda guerra d'indipendenza in Rassegna storica del Risor-