Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <704>
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Giuliano Gaeta
Veniamo dunque ad esaminare II Corriere Italiano, del quale, purtroppo, non siamo riusciti a rintracciare che le annate dal 1853 al 1857. ]> Possiamo, però, dire che esso uscì al principio del 1850, giacché nell'Osservatore Triestino del gennaio di tale anno 2) troviamo ripetersi un Avviso d'associazione , il quale dice: Entro il mese corrente sortirà alla luce in Vienna il giornale politico Il Corriere Italiano sotto la redazione di Alessandro Mauroner . Foglio quotidiano che non sarebbe uscito le domeniche e le feste, il cui abbo­namento annuo era di undici fiorini: il libraio Giacomo Saraval di Trieste assumeva gli abbonamenti per Trieste, Fiume, l'Istria e la Dalmazia. Tale avviso portava la data del 21 gennaio.
L'Osservatore Triestino sembra non abbia saputo nascondere un certo rancore verso il Mauroner se il giorno 23, mentre pubblicava la prima volta tale avviso, nella sua appendice recensiva un recente opuscolo del Mauroner stesso usando dell'indubbia ironia. Diceva cioè che nell'opuscolo in oggetto, intitolato Rivoluzione e Reazione in Austria 3) e lodato da giornali viennesi, l*ex redattore del Messaggiere dell'Adria incensava l'attuale ministero, ch'ei
gimento, Roma, 1952, fase IV). Il 23 marzo 1849, a quanto ci è dato di conoscere (Vedati i saggi citati di Cesare Pagnini, nonché vedasi la collezione del giornale esistente presso la Bi­blioteca Civica di Trieste), II Messaggiere dell'Adria non uscì. E ciò contrariamente a quanto ci si sarebbe potato aspettare dal comunicato riprodotto alla nota precedente. In tal giorno Il Diavoletto non esultò, come sarebbe stato pure d'aspettarsi, della sua morte, ma gli dedicò un violento articolo di fondo. Diceva anzitutto ebe ancor quando ( si bucinava della comparsa prossima dei Messaggiere non aveva creduto alla Bua moderazione, e che effettivamente non BÌ era sbagliato. In oggi poi le cose sono portate da lui a tanto eccesso, che taluno potrebbe es­sere trascinato alla conclusione, che il Messaggiere voglia trarre le Autorità per i capelli a so­spenderlo, per raggiungere la insana gloria di essere stato sospeso, o che il dolco lume della ra­gione lo abbia del tutto abbandonato . La cosa per II Diavoletto è chiara: il Piemonte dichiara nuovamente guerra all'Austria, e l'Austria è costretta a dichiarare Trieste ed il Litorale in stato di guerra: siamo dunque nel caso per cui la costituzione austriaca prevede la sospensione di alcune libertà fondamentali, fra le quali hi libertà di stampa.
Leggansi ora i due primi artìcoli del Messaggiere di Martedì e di Mercoledì 20 e 21 cor rente; leggansi le improperie [sic], le villanie contro al ministero, le insidiose insinuazioni, vati* cinazioni; le ipocrite lodi alla mano da cui teme di essere colpito; e veggasi, se nessuno avrebbe potuto aspettarsi, che nello stato eccezionale, in cui ci troviamo, potessero mai sortire alla luce articoli di tal fatta. Il Diavoletto è ben lontano dal dubitare che la legge avrà il suo corso anche in questo proposito .
A questo punto II Diavoletto si rivolge al Messaggiere, per dirgli fra l'altro: Cessate dal prostituirvi che è tempo. I popoli d'Austria, quei tanti milioni che si vergognerebbero pen­sarla come voi, tributano stima e riconoscenza agli uomini che nei momenti più critici per la Monarchia dedicano i loro sforzi generosi a farla risorgere grande, potente e felice; sanno che sarebbe somma disgrazia quando volessero abbandonare il posto, non al certo invidiato da co­lore, a essere governata dai quali, Dio voglia preservare l'Austria ! . Ben conoscendo il carat­tere che II Diavoletto ha in questi tempi (cosa del resto che ben si capisce dagli stralci qui pre­sentati), e riconsiderando la situazione presentata con le sue significative coincidenze, non è fuor di luogo, ci sembra, presentare l'ipotesi che sia stata un'intimidazione diretta, se non un provvedimento di sospensione (meno probabile), da parte delle autorità, a persuadere il Mau­roner a sospendere definitivamente il suo periodico. Ci pare in ogni modo da escludere la tesi del Pagnini (La stampa cit.), secondo la quale sarebbe bastato il decreto d'inibizione d'entrata nel LombardoVeneto a determinare la morte del giornale, il 22 marzo.
i) La collezione consultata è quella della Nationalbibliothek di Vienna. Di un'altra col­lezione conosciamo l'esistenza, quella dello Umvorsitfltsbibliothek, pure di Vienna, ohe comin­cia, come la prima, dal 1853. Ricercate altre collezioni nelle biblioteche governative austriache, italiane e germaniche, abbiamo avuto risultato negativo.
2) Così il 23, il 25, il 28.
3} Pubblicato a Vienna dalla Tipografia Sollingcr nel 1849.