Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <706>
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Giuliano Gaeta
per non comprendere che lo statuto non può consolidarsi nella lotta col clero, e che gli nomini di stato i quali vedono aumentare l'influenza del Piemonte in Italia guerreggiando con Roma, cadono in un imperdonabile paradosso . Come ebbe a dire un diplomatico, il conte Vittorio di Camrurzano, il parla­mentarismo piemontese è un vero e possente indizio di sociale decompo­sizione.
La corrispondenza dalla Lombardia, in data 29 dicembre, parla, anzi­tutto, dell'apertura della stagione d'opera a Mantova per Santo Stefano. Confessa che pochissimi furono i Mantovani che comparissero allo spetta­colo, quasi nessuna signora, scarsi anche gli impiegati pubblici . Ma questa assenza di pubblico non deve considerarsi, secondo il corrispondente, una dimostrazione contro il governo per le esecuzioni di Belfiore come le teste bollenti desunsero colla solita logica delle fazioni , bensì la conseguenza del dolore in cui è immersa quella nobile città, a cagione della follia d'alcuni suoi figli e delle disastrose conseguenze che ne derivarono e ne poteano derivare.
H 5 gennaio il Corriere parla contro il regime costituzionale. La monar­chia costituzionale porta all'anarchia. La Francia ha restaurato l'impero.
L'11 gennaio nell' Appendice (che, nell'annata almeno, compare per la prima volta), troviamo la firma del Mazzoldi, nota spia dell'Austria e redattore del periodico La Sferza. *) È giunto a Vienna ed il Corriere gli dà ospitalità nelle sue colonne, ma non senza una nota di redazione che è indice o di un vero dissenso programmatico o forse di una preoccupazione che la triste fama del Mazzoldi possa nuocere al quotidiano viennese. Tale nota dice: Con piacere pubblichiamo il presente articolo del sig. L. Mazzoldi, alla di cui ferace fantasia e briosa penna rendiamo piena giustizia, quan­tunque non raro dalle sue opinioni sono divergenti le nostre . Il Mazzoldi da parte sua non ba riserve per il Corriere Italiano che considera l'organo legale della pubblica opinione in cospetto dei supremi poteri della monarchia . É scioglie un inno all'Austria, continua il 13 gennaio seconda puntata, sempre sotto il titolo di Impressioni ricordando che si dice che l'Italia non può né deve essere soggetta ad una nazione, che non ha ancora raggiunta Vinfanzia della civiltà . Concede agli avversari che l'indipendenza italiana potrebbe essere ottima e benefica, quando la si potesse raggiungere senza il prezzo di tali sacrine), al cui paragone diverrebbe meno che nulla , ma sostiene che il popolo austriaco ha camminato coi tempi, ed è tanto maturo alla civiltà quanto lo è il nostro . Egli d'altronde non ha mai rinnegato il sentimento nazionale della sua patria , soltanto si è sforzato di avviarla ad una meta che non sia d'impossibile conseguimento . Il sentimento na­zionale non si deve confondere coll'astio, coll'abbrutimcnto dell'anima, colla voluttà satanica dell'odio e della vendetta .
L'appendice del 19 aprile, sotto il titolo Di Giuseppe Mazzini , spi­gola da un libro di Giulio de Breval, stampato in Francia, i giudizi contro l'apostolo genovese fatti da parte degli stessi patriotti italiani. Mazzini è colui che inaugurò come mezzo di rinnovazione politica, la guerra dei pu­gnali, cioè l'assassinio . La stessa idea fondamentale mazziniana od idee
li) Del Mazzoldi abbiamo già fatto menzione (vedasi la nota con l'artìcolo dell'Espcro). La Sferza, trincttimanale, usciva dal 1850 a Brescia. Nel 1854 fu trasferita a Venezia, e nel 1859 a Trieste.