Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <707>
immagine non disponibile

Il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed il suo redattore 707
simili, lo si dice nella seconda puntata dell'articolo, apparsa il 21 aprile sono vecchie e vane: L'affrancamento dell'Italia da ogni dominazione stra­niera e la riunione federativa dei diversi Stati che la compongono, sono pen­sieri che frollarono in diverse teste da Dante fino a Vittorio Alfieri .
Non manca, il 19 agosto, una poesia per l'imperatore Francesco Giuseppe che il giorno prima aveva festeggiato il suo genetliaco, e ci piace darne in saggio una sestina:
Gloria all'Invitto Cesare
Di così grande Impero 1
Gloria alVAugustOi al Massimo
Al giovine Guerriero,
Che dall'amato popolo
Il vero bene Ei vuol !
Fin qui nulla d'importante in sostanza ei appare. Ma le cose mutano col 1854, e proprio per l'appendice. Questa, il 4 gennaio, s'apre con uno scritto di Gaetano Cerri, *) intitolato Ai lettori del Corriere Italiano . Egli dice che la redazione in capo gli ha affidato, col nuovo anno, l'ordinamento dell'appendice, vale a dire della parte amena e criticoletteraria di questo giornale . Il Cerri espone, quindi, il suo programma: e Noi faremo conoscere all'Italia, per la prima volta con più larga misura il movimento della lette­ratura poetica in Germania, letteratura che in quei soli tre fenomeni, Gò'the, Schiller e Klopstock offriva al mondo tanta altezza di coltura e tanta mole di potenza intellettuale quanta dalle altre nazioni, se eccettui l'italiana, non potè essere arrivata che con numerosissimi nomi e col trascorrere di più e più secoli: noi offriremo una rivista critica possibilmente imparziale ed assen­nata delle principali opere che di mano in mano si van pubblicando in tutta Italia; ed onde restar ligi al saggio precetto latino all'ulive dulci, intreccie-remo tra questi serii argomenti anche qualche simpatico racconto, qualche succosa satira, qualche olezzante fiore poetico. Soggiungeva, quindi, che avrebbe giudicato immensa fortuna il poter aggiungere, in tale opera, anche un sol debole raggio all'aureola di gloria che da tanti secoli splende in fronte a quella cara nostra patria, l'esser figli della quale soltanto è già gloria non mai peritura , Tale appendice non divenne, però, quotidiana. Gli studi critici sulla letteratura tedesca il Cerri li inizia il 9 gennaio,2) citando lo Stael per il suo volume De la litterature en Alemagne. Ma trova subito una decisa diffe­renza fra la letteratura tedesca e l'italiana, anzi sembra compiacerai che le due letterature siano, più che diverse, opposte, cosa questa ch'egli attri­buisce specialmente a ragioni geografiche. Dal programma pubblicato dal Cerri il 4 gennaio per la sua appendice, dallo stesso spirito del quotidiano, ci saremmo aspettati degli articoli che rivelassero piuttosto le somiglianze che non le dissimiglianze fra letteratura italiana e tedesca.
Il 20 febbraio il Cerri presenta alcuni versi inediti di Silvio Pellico. Una nota firmata dal Cerri stesso osserva: Ora che l'Italia piange la recente per­dita di quest'altra sua gloria, anche la più piccola reliquia letteraria dell'au­tore detta Francesca da Rimini, delle Mie Prigioni, dei Doveri dell'uomo ecc.
U Non sono riuscito finora a identificarlo meglio. 2) Xilolo Della moderna letteratura in Germania .