Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <709>
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// Coniere italiano di Vienna (1850-57) ed U suo redattore 709
Ciò detto preghiamo i lontani e particolarmente gli Italiani, di non credere che tutto il giornalismo viennese sia il fedele interprete delle yere e reali opinioni che dominano in questo Pubblico, mentre se si dovesse giu­dicare dalla Ost Deutsche Post e compagni, dovrebbesi credere che nella capi­tale dell'Austria vi regni non solo indifferenza, ma antipatia verso la musica italiana, quando invece vi domina il pia grande amore e il più. franco ricono­scimento della superiorità del nostro teatro e dei nostri artisti melodram­matici .
Questa la premessa, prima di passare dalle generali ai particolari . Essa ci sembra senza dubbio significativa. Prescindiamo pure dal carattere ministeriale del quotidiano che, come ben sappiamo, è sovvenzionato. È questa una difesa dei valori nazionali all'estero che non va passata sotto silenzio. Come non va passato sotto silenzio quell'attacco al caldo zelo degli ultranazionali non austriaci ma alemanni . Tutto ciò è nello spirito di quel Mauroner che abbiamo conosciuto nel suo opuscolo pubbli­cato a Trieste nel 1848.
Talora anche quando si combatte contro lo spirito d'indipendenza di qualche nazione, si prende l'occasione per esaltare lo spirito italico. Il 12, il 13 e il 14 aprile l'appendice pubblica alcuni pensieri e considerazioni politiche sulla insurrezione della Grecia . C'è l'insurrezione in Epiro e Tes­saglia. Ma lo stato greco, dice l'articolista, è stato voluto dai gabinetti, la nazione greca da nessuno. La nazione greca è morta: Roma si assunse, e prova la storia, di continuare la tradizione ideale della Grecia .
In appendice appare un articolo a puntate sul riavvicinamento austro-prussiano (29 aprile, 1, 2 e 4 maggio), dal titolo Austria e Prussia . Fu necessaria un tempo tuia politica antigermanica, si dice il 2 maggio. Si ricorda che la politica del Metternich permetteva che l'attività di ogni popolazione si sviluppasse in qualche sfera determinata delle sue tendenze e delle sue tradizioni, la quale non fosse d'impedimento allo sviluppo di un'altra e all'interesse del corpo intiero . Ma il vizio principale di questo sistema con­sisteva nel voler subordinare ai piani preconcetti di una politica, l'indole ed il progresso delle nazioni, piuttosto che prender norma da quell'indole e da questo progresso per concepir quelli, ed a seconda delle circostanze correg­gerli . E qui espresso un pensiero che nel Mauroner conosciamo già e che ci sembra informare un po' tutta la sua attività giornalistica nel Corriere, sia pur con le riserve e le modifiche contingenti che via via la situazione im­pone: la libera espressione ed evoluzione delle varie nazioni che compongono l'Austria, effettuata in un coordinamento superiore che s'attua a Vienna, che finisce col consolidare l'impero, visto come stato federato cui un sistema democratico partente dalle nazioni singole dà forza e consistenza. È questa un'idea che nel Mauroner riaffiora, ed è idea nazionale e ad un tempo stesso ostacolo alla realizzazione delle aspirazioni delle nazionalità, delle tendenze cioè delle nazioni alla loto massima valorizzazione nella loro costituzione a stati: idea di compromesso destinata a fallire, ma che ha il suo fascino nelle masse schive dalle avventure troppo arrischiate e che tuttavia hanno bisogni anche spirituali i quali necessita soddisfare; idea di compromesso che, tanto per dare un esempio, informa parte del risorgimento jugoslavo dai suoi pre­cursori, sul principio dell'ottocento, fino al movimento trialistico di Abbazia, annunciato la primavera del 1913 e favorito dalla politica dell'arciduca