Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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Giuliano Gaeta
Francesco Ferdinando, la quale trova l'inizio della sua fine con l'attentato di Princip. l) Come tanti uomini politici, e di ben maggiore statura, il Mau-roncr sembra disposto ai più vari compromessi, a rinunce su particolari e su cose che particolari non sono, la costituzione addirittura, ma non sembra disposto a rinunciare a questa sua idea dell'unione coordinata delle nazioni austriache in un tutto organico che rinforzi, ad un tempo, l'Austria e le nazioni che la formano. se questa è l'idea del Mauroner, se è l'idea espressa dal suo giornale, è logico presumere che sia pure l'idea di quei circoli ministeriali che a tale giornale procurano la sovvenzione.
Ma ci sono altri momenti del Mauroner che riaffiorano nel Corriere. Abbiamo visto il Mauroner antirusso nel 1848. Ora lo diciamo, sia pur ricordandoci che in ciò è perfettamente conforme alla politica del governo di Vienna il suo giornale ha lo stesso atteggiamento. Nell'ottobre 1854 accoglie nell'appendice le Memorie di un pubblicista russo , in più puntate, di cui l'ultima, del 31 di tale mese, è firmata Delavcau. Esse sono un'aperta condanna del sistema zarista. H 12 ed il 13 gennaio 1855 appare in appendice un articolo intitolato La schiavitù in Russia dipinta da Ivan TnrghenienT nelle sue Memorie di un cacciatore russo . Anche quest'articolo è significativo. Termina parlando del sistema della fustigazione in uso nella Russia d'allora. Meglio varrebbe in verità , dice, l'antica rozzezza moscovita in tutta la sua ingenuità; e il padrone che di propria mano batte un servo, col quale mezza ora dopo cioncherà allegramente delle bottiglie d'acquavite, ci parebbe [sic] un'Arcadia di [sic] confronto alla civiltà russa, che Iddio tenga da noi lontana per omnia saccula saeculorum! .
L'esaltazione dei valori della nazione italiana trova nell'articolo Del ' movimento intellettuale in Italia nel corso degli ultimi anni senza firma, apparso nell'appendice in due puntate, il 10 e l'il gennaio 1855 una manifestazione che supera per più rapporti atteggiamenti già considerati del Mes-saggiere dell'Adria, sì che, preso in sé, si potrebbe crederlo un articolo ardito di un giornale risorgimentale italiano, sfuggito per miracolo alla censura. E ciò anche per aver citato in tale articolo nomi di scrittori di indubbio carattere risorgimentale, mentre qualche riserva di esclusivo carattere politico, potrebbe essere considerata un minimo di necessaria prudenza, se già non si sapessero i rapporti fra la direzione del giornale ed il governo austriaco. Abbiamo osservato già molte volte , osserva l'articolista nella puntata del 10 gennaio, qualmente certi pseudo-dottori, che in Italia s'appellano d'oltremonti, ma che noi scrivendo in riva al Danubio, dobbiamo dir di qua dei monti, prendano il diletto di parlar della Italia, come fosse regione posta in qualche cantuccio della China, e chiamata all'onor della luce dalle descrizioni fatte stampare da mi qualche scioperato viaggiatore; e quando non possono far atto d'ignoranza dissimulando quelle nozioni geografiche che pur hanno, la dicono addirittura terra dei morti, come fece un bell'ingegno francese, il quale per essere francese, avrebbe creduto rinnegare la propria origine lasciandosi scappar l'occasione di dir un epigramma e mostrarsi spiritoso anche a costo del vero. Buono per noi che a quello spiritoso fran-
0 Vedasi il mio volume Trieste durante la guerra mondiale* Trieste, Edizione Delfino, 1938, e specificatamente il capitolo <c L'opera dello slavismo a Trieste ed i fatti del primo maggio .