Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <711>
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Il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed il suo redoli ore 711
ceso, che chiamasi Lamartine, rispose per le rime quello spiritoso italiano che fu il Giusti! Voltaire chiamando l'Italia paese d'angeli abitato da de­moni non negò almeno vita agl'italiani, che demoni sono spiriti, e spiriti han vita. E non già che codesti scrittori intendessero parlare d'Italia, come di corpo politico, il quale però, benché nell'attuale divisione dei paesi non formi un complesso, se non direttamente, certo indirettamente, esercita grande influenza nelle decisioni che prende il grande areopago politico d'Europa, e per essere centro di tutta la cattolica civiltà, e sede del più sublime dei Troni, che è quello di S. Pietro, ha diritto alla venerazione di tutto il mondo; ma essi parlano chiaramente dell'Italia, come d'un corpo disanimato, che per nulla entra nelle deliberazioni della repubblica intel­lettuale, ed a cui le scienze, le lettere, e le arti sono cose ignorate affatto, o note soltanto per lontane tradizioni. Noi modestamente confesseremo, ohe ai tempi nostri l'Italia non può menar quel vanto che già ebbe altre volte, cioè di possedere, non diciamo cultori ma maestri di scienze più nel ricinto d'una sola città che tutto l'universo globo assieme; diremo però nello stesso tempo, che se alcuni ingegni non italiani dopo essersi alzati sulle ali d'aquila dei geni italiani fino alle nubi, fecero poscia una spanna di viag­gio più in alto, certo perciò le aquile non sono essi; che in Italia il culto del vero e del bello ebbe sempre discepoli e apostoli, e fino a nostri giorni tali e tanti, che in verità non sapremmo invidiare nazione alcuna. Lasciando stare che in epoca ancor fresca nella memoria di ognuno, vissero italiani, i cui nomi suonarono gloriosi per tutta Europa; lasciando stare che nei gior­ni nostri possiamo con orgoglio nominare un Gioberti, un Rosmini, un Ma-miani, un Balbo, un Manzoni, un Grossi, un Bartolini, un Rossini, un Bel­lini, e tant'altri che saria troppo lungo noverare: vogliamo qui passare in breve rassegna il movimento intellettuale d'Italia, avvenuto nel tempo più recente, non pretendendo menomamente con ciò di scrivere una storia cri­tica, ma di dare soltanto alcuni dati statistici, buoni, se non altro, a dimo­strare che anche in tempi meno favorevoli per le scienze e le arti belle, l'Ita­lia non sembra disposta a cedere il luminoso posto ch'ella conquistò nel regno della intelligenza, e che altare nazioni hanno finora tentato invano di usur­parle . E prosegue dando i dati promessi, intrattenendosi sull'attività del LombardoVeneto e del Piemonte. L'11 gennaio continua osservando: Le scienze fisiche e meccaniche, che anche in Italia si coltivano, e molto più che forse altrove non credasi, condussero in Piemonte ad invenzioni d'innega­bile importanza, e tali che fino dalla Francia e dall'Inghilterra, paesi che in quelle scienze meritamente tengono il primato, vennero riconosciute ed ac­colte come veri progressi fatti dallo spirito umano . Passa quindi all'atti­vità del Piemonte, poi a quella della Toscana. La Toscana, già sede prin­cipale delle arti, terra di Dante, Macchiavelli e Michelangelo, se ora non più all'altezza sublime dei tempi andati, non è perù certo nemmanco la Beozia, che taluno la vorrebbe far credere; e devesi per fermo tenere che ella, essendo giunta all'apogeo della gloria in tempi tanto da noi lontani, e avendo bril­lato di fulgidissima luce quando gli altri paesi d'Europa erano involti in dense tenebre d'ignoranza, per attirare ora a sé gli sguardi del mondo do­vrebbe mostrar sul suo orizzonte ancora degli astri come Dante, Macchia-velli e Michelangelo. Con tutto ciò la gentile Firenze è sempre madre a eletti ingegni, i quali, comunque negli ultimi tempi dai politici sovvertimenti fos-