Rassegna storica del Risorgimento

1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno <1957>   pagina <713>
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Il Corriere italiano di Vienna (1850-?) ed il suo redattore 713
proteggeremmo con tutti i nostri mezzi chi da lungi abitua quelle popola* zioni, le quali ebbero sino ad ora la sventura di subire l'influenza di prin­cipi estremi, alle moderate parole di quella opposizione, che crea e non di­strugge, che tende a migliorare e non ad abbattere, che parla per affetto vero e non per odio dell'esistente. La stampa è il più possente veicolo del bene, come del male; di ciò sembrano persuasi anche quei governi che manten­gono in vita la censura. Soltanto, secondo noi, per ottenere il primo caso ed evitare il secondo, non ci sembra che abbiano adottato la via opportuna, giacché, come fu detto delle tante volte, la verità non sorte che dall'urto delle idee .
Le osservazioni di quest'articoletto ci sembrano degne d'interesse. Confermano quella certa tendenza ad un liberalismo moderato di cui il Mau-roner e già stato animato, e che in questo momento, a dire il vero, non va oltre ad un paternalismo progressista. Resta pertanto il fatto che il Corriere, di fronte a certi Stati italiani, è all'avanguardia, e che per essi, come vedre­mo, chiede riforme.
L'argomento è ripreso. L'8 luglio 1856, sotto il titolo I nostri avver­sari , con data del giorno antecedente, il giornale dice: Il Corriere Italia­no, con suo grande onore, continua ad essere in uggia ai due partiti estremi. Per l'uno di questi, il nostro giornale è rivoluzionario, per l'altro egli è rea­zionario e fautore d'ogni tirannide e cattivo governo. Ciò è naturale, mentre le sue tendenze non sono né rivoluzionarie, ne reazionarie . Esso ha contro di sé, oltre i piemontesi ed i mazziniani, i reazionari, specie quelli dello Stato pontificio. Infatti: Se qualche nostro corrispondente, da noi conosciuto e stimato, ci scrive che gli Stati della Chiesa sono infestati da ladroni, che minacciano nella vita e negli averi le popolazioni, ecco la Civiltà Cattolica, VArmonia, la Gazzetta di Bologna e qualcn'altro giornale di simil colore, di­chiararci nemici del e att oli ci sino; se queste corrispondenze parlano della de­moralizzazione di quelle contrade, della negletta istruzione pubblica, veniamo del pari dichiarati avversari della Chiesa e del cattolicismo; così pure se, ri­spettando mai sempre il capo venerabile dello Stato, e i principi della Chie­sa, i nostri corrispondenti fanno conoscere la necessità di riforme municipali, dell'organizzazione di una forza armata, della convenienza di una maggiore partecipazione dei laici alla cosa pubblica, ecco saltarci addosso quegli or­gani che si dicono propugnatori degli interessi del cattolicismo, per dichia­rarci rivoluzionari ed acattolici . Ma la cosa non conta soverchio; coloro che scrivono il Corriere si dice dopo di ciò sono caparbi nelle loro opi­nioni e non le mutano.
Sabato primo dicembre 1855 il giornale non è uscito. Se ne scusa il gior­no successivo: ha cambiato tipografia, è passato a quella di Ludwig e Zang, la tipografia della Presse. ') Il suo formato, che era ormai aumentato da quello che avevamo osservato per il 1853, viene ridotto. Fino al dicembre 1855 ha avuto il formato 48,8 cm per 31, ora assume quello di 41 per 28, vale a dire il formato del quotidiano tedesco. Dalle quattro colonne per pagina
0 Fino a tutto il novembre 1855 il giornale del Mnuroncr era stato stampato Co' tipi di L. C. Zamarakì, Tipografo dell'Università (fu J. P. Sollingcr). Come abbiamo già accen­nato dalla tipografia Sollingcr era uscito nel 1849 l'opuscolo del Maoroner intitolato Rivo-lusione e reazione in Austria,