Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
anno
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1957
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pagina
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719
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Il Corriere italiano di Vienna (1850-57) ed il suo redattore 719
una astata malevolenza può far credere dalla medesima ambiti. La stampa sovvertitrice passa di soppiatto la frontiera piemontese, aizzando le passioni politiche, facendo perfino l'apologia dell'assassinio, e quando gli organi di una sozza demagogia hanno raggiunto l'intento, la parte della stampa piemontese più seria e la ministeriale manda alto il grido d'indignazione contro gli stati d'assedio e le misure di rigore, solo rimedio per arrestare il male e per opporre un argine alle macchinazioni dei nemici della società, prendendo ipocritamente gli effetti pella causa, che con pia ragione va ricercata a Torino, anziché a Verona od a Vienna .
H 3 maggio il Corriere presenta un articolo di fondo dal titolo e Nazionalità, Unità, Indipendenza , relativamente all'Italia, ben s'intende. Spunto dell'articolo è un periodo dell'Opinione che qui viene riprodotto: La questione italiana, Vabbiamo detto più volte, è questione a"indipendenza; il sostegno della reazione in Italia è VAustria, e fin che V Austria avrà dominio potere ed influenza in Italia tutte le grandi riforme possibili ed imaginabili sono olio pei gonzi, perchè VAustria si opporrà sempre alla loro attuazione'. Questo almeno, dice il giornale, si chiama parlar chiaro , altro che le riforme di cui aveva parlato il conte Cavour a Parigi e che, in sostanza, trovavano l'Austria e la Francia perfettamente consenzienti ! Di qua parte l'articolista per porsi una domanda, e per presentar subito la sua risposta: In che consiste la nazionalità di un popolo ? Secondo le nostre povere idee, la nazionalità consiste nella civiltà, nella storia e nella letteratura di un popolo e che sono essenzialmente le garanzie di esistenza e di durata di una nazionalità. La nazionalità italiana ha già mostrato di essere invincibile, di modo che coloro che scesero nel bel paese dei tempi andati quali conquistatori e vi presero stanza, in luogo d'imporre i propri costumi e la propria lingua ai vinti finirono col perdersi affatto ad essere completamente assorbiti dall'elemento indigeno. Ed ancora nei giorni nostri vediamo che l'elemento italiano, ad onta della dominazione che amasi chiamare straniera, guadagna terreno là ove trovasi alle prese coll'elemento slavo e non ne perde ove trovasi alle prese coll'ele-mento alemanno. Può forse nei passati tempi essere sorta nella mente di qualche singolo uomo di Stato l'idea di germanizzare l'Italia, ma oggi certamente non vi esiste in Austria, né consigliere della Corona nò funzionario pubblico di qualche levatura che non nutra la più alta stima della civiltà, della letteratura nonché del grado che occupa nelle arti belle l'Italia e risguarderebbe quale errore grossolano e piano d'impossibile raggiungimento l'espulsione dell'elemento italiano da quelle anche estreme parti della penisola ove domina per ragione di tradizione e di progredita civiltà .
Quindi lo schiamazzo sollevato dai nemici dell'Austria, per mezzo dei loro giornali contro l'oppressione della nazionalità italiana non ha fondamento , è solo un mezzo di lotta. Quanto all'unità, l'articolista afferma di credere che essa abbia appunto in Italia i maggiori avversari ed il minor numero di credenti . Ammette tuttavia che un* unità degli interessi, del commercio, del sistema monetario, delle gabelle è certamente non solo possibile, ma desiderabile, e darebbe al paese un'immensa importanza nell'areopago delle nazioni anche senza la realizzazione di un'utopistica unità politica. Ed in atto c'è un'altra unità: l'unità religiosa e la supremazia cattolica che dall'eterna Roma si stende su tutte le parti del globo assegna alla nostra patria un posto importante nel mondo ad onta della sua divisione