Rassegna storica del Risorgimento
1850-1857 ; VIENNA ;"CORRIERE (IL) ITALIANO"; MAURONER ALESSAND
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Giuliano Gaeta
pressione che, sempre secondo il Corriere,, non poteva mancare di risvegliare l'idra dormente della rivoluzione e far nascere speranze e creare nuove illusioni negli animi dei malcontenti di qua e di là del Faro .
E si giunge alla rottura delle relazioni diplomatiche fra l'Austria e il Piemonte, la cui notizia, fatta dapprima intrawedere, è data ufficialmente dal giornale di domenica 29 marzo 1857, mentre poi, il 31 marzo, si pubblicano i relativi atti diplomatici. Si ritorna, quindi, ancora sull'argomento, e l'il aprile, nell'articolo di fondo intitolato Rivista politica , si asserisce che l'opinione pubblica si mostra del tutto tranquilla intorno alle conseguenze della rottura diplomatica fra l'Austria ed il Piemonte , ma che non è facile dire quanto sia giustificata la fiducia nel tranquillo sviluppo della vertenza . Se in generale si crede ad un pacifico scioglimento della cosa, ciò ci sembra delibasi ascrivere alla conoscenza della moderazione che è il carattere dominante della politica austriaca da una parte, e dall'altra alla convinzione, non essere il Piemonte in grado di progredire nella sua fallace politica attuale sino alla guerra .
Ancora: riprendendo un atteggiamento già esaminato, concernente il teatro italiano e l'atteggiamento che di fronte ad esso hanno gli ultraua-zionali tedeschi, il Corriere di martedì 9 giugno prende posizione contro il giornale tedesco Fremdenblatt che aveva stroncato l'Oreste dell'Alfieri, rappresentato il sabato precedente, a Vienna, dalla compagnia di Ernesto Rossi. Circa il Fremdenblatt, per la sua critica con la quale giudicava il lavoro dell'Alfieri un vuoto apparato di parole , il Corriere ritornava sull'argomento il giorno successivo, con una lettera di tale G. Branca.
Ma siamo alla fine del giornale. Il 27 giugno, in un avviso in grassetto stampato in prima pagina e firmato da Alessandro Mauroner, il giornale comunica che sospenderà col giorno 30 corrente le sue pubblicazioni in Vienna per riprenderle dopo poco intervallo a Trieste, sotto la direzione attuale . La ragione di tale cambiamento sarebbe, secondo l'avviso, il fatto che a Trieste, al limitare d'Italia nostra , il Corriere potrebbe occuparsi meglio degli interessi del Litorale, del LombardoVeneto e della penisola in generale . Da Trieste avrebbe dato notizie ai suoi <c vecchi associati circa le nuove condizioni d'abbonamento. H giorno successivo l'avviso ai ripete, con un'aggiunta firmata genericamente da L'Amministrazione del Corriere Italiano , la quale dice che il semestre si chiude con quel numero. Di fatto il Mauroner aveva chiesto all'autorità governativa la restituzione della cauzione ed il trasferimento del suo quotidiano a Trieste già il 3 maggio.1) Ma a Trieste Il Corriere Italiano non uscì. 3)
*) Vedasi, al Verwaltungsarehiv di Vienna, il documento P. II n. 2981, anno 1857. È appunto la lettera con la quale il Mauroner chiede che venga trasmessa a Trieste la cauzione-dei Corriere Italiano,
2) Non c'intratteniamo sui tentativi giornalistici che il Mauroner farà a Trieste. Ricordiamo invece che sembra che nell'aprile 1859 il Mauroner volesse ritentar la sorte di un periodico a Vienna. Infatti L'Eco di Fiume del 13 aprile di quell'anno (non del 7 aprile, come erroneamente afferma GINO TOMAJTJOM nel suo seggio La Gazzetta di Fiume e il suo redattore* appaino in Rivista Letteraria, Udine, 1934, fase 45), pubblicava in prima pagina la seguente notìzia da Vienna: Fra pochi giorni uscirà qui VEco di Vienna, foglio italiano del sig, Mauroner, già direttore del Corriere italiano. Per ora non s'occuperà di politico, ma di letteratura e soprattutto di commercio e d'industria. Esso vedrà la luce tre volte lo settimana . Però fatte le ricerche del caso a Vienna Btessa, tale periodico non l'abbiamo trovato.