Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; DAWKINS GEORGES CLINTON ; VENEZIA
anno <1957>   pagina <734>
immagine non disponibile

LA RIVOLUZIONE VENEZIANA DEL 1848 VISTA DAL CONSOLE GENERALE INGLESE
Signor Manin,., said that he was su re that my Reports to Her Majesty's Government upon the proceedings of the Venetian Government tended to injure the Venetian cause. J requested Signor Manin to consider that it was my duty to report facts, when he al once said that he did not mean to imply that I had misrepresenled them, but that statements often derived a colour from the toriter's personal opinions...1)
Queste parole, prese da un rapporto del console generale inglese per il Lombardo-Veneto, danno lo spunto all'argomento di questo saggio. L'esame della sua corrispondenza con il Foreign Office, soprattutto di quella parte di essa che, come il brano ora citato, fu omessa dalla documentazione stam­pata per il Parlamento britannico, suggerisce che i suoi rapporti potevano in verità tendere a danneggiare la causa veneziana , e che persino il più sem­plice rendiconto di fatti spesso sì colorava delle opinioni personali dello scrittore .
La politica estera inglese nei riguardi dell'Italia nel 1848 non dipendeva tanto dall'indirizzo politico del partito al potere, che si trovava ad essere il partito Wliig, quanto da ciò che si intendeva generalmente per interessi bri­tannici, temperati dal genio immaginativo del ministro degli Esteri, Lord Palmerston, e dalla forte simpatia per l'Italia di due altri membri del Gabi­netto, Lord John Russell e Lord Minto. I principi generali della politica non erano modificati da esigenze di partito, ma da sentimenti personali; di regola, come in questo caso, i sentimenti personali del ministro degli Esteri. Ma questi stessi sentimenti potevano essere creati o alterati dai rapporti dei rap­presentanti britannici alle varie corti, e le simpatie di questi inviati differi­vano profondamente. È sufficiente confrontare Lord Ponsonby, a Vienna nel 1848, con Sir James Hudson, a Torino nel 1852, per apprezzare la varietà degli atteggiamenti assunti da agenti britannici verso il Risorgimento. L'at­teggiamento di Ponsonby era identico a quello di Metternich; quello di Hud­son a quello di Cavour. Su un livello più modesto, i rapporti dei consoli ave­vano anch'essi la loro importanza, e durante la rivoluzione veneziana del 1848-49 l'impressione che il Governo britannico aveva del Governo provvi­sorio di Manin era basata sui rapporti del console generale britannico, Mr. George Clinton Dawkins.
Persino la regina Vittoria prese spunto dai dispacci di Dawkins per so­stenere la sua predilezione per l'Austria. Uno dei dispacci di Palmerston aveva definito un proclama di Radetsky: this savage proclamation, which savours more of the barbarous usages of centurics long gone by than of the spirit of the present tìmes . La Regina, in una lettera al Primo Ministro, fece ob-
1) Public Record Office, Londra} Carteggi del Foreign Office (d'ora innanzi abbreviati con la sigla: F. 0. 7/357, No. 162.