Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; INGHILTERRA ; DAWKINS GEORGES CLINTON ; VENEZIA
anno <1957>   pagina <739>
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La rivoluzione veneziana vista dal Console inglese 739
A partile dalla fine di marzo 1848 Dawkins trovò un ostacolo allo svolgi* mento del suo compito: la difficoltà di comunicazioni con Londra o con l'am­basciata britannica a Vienna. I soliti messaggeri del Foreigu Office non pote­vano attraversare l'Italia settentrionale, e il console fu obbligato ad inviare i suoi dispacci per mezzo di navi da guerra inglesi, e a volte anche francesi, dirette a Trieste. L'arrivo di navi da guerra era naturalmente irregolare, e non ci si poteva fare affidamento. Nell'agosto del 1848 Dawkins cominciava a risentire la tensione in cui lo poneva il suo ufficio, e confidò a Bidwcll in una lettera privata che non stava bene in salute.*) Poche settimane dopo alludeva alla rivoluzione come this infernal business e si lamentava, pri­vatamente s'intende: poiché il Foreign Office aveva fatto tanto per cau­sarla, avrebbe dovuto sentirsi in dovere di fare qualcosa per mettervi fine. Come esattamente ciò potesse effettuarsi, non si curò di specificare. 2) Appa­rentemente egli era contrario al tentativo di mediazione anglo-francese; infatti pochi giorni dopo scriveva a Bidwell : It is a nice mess to mediate in , e aggiungeva: It really would be a kiudness to teli me whether I ani blamcd for staying here. God knows it is not a pleasant abode, but what with the Ships and everything else I bave thought it the place I ought to be at . 3)
Il tentativo di mediazione anglo-francese sollevò, dopo l'agosto del '48, una questione importante: dovevano gli intermediari limitarsi ad agire tra
Piemonte e Austria, o dovevano occuparsi dell'Italia in generale, e quindi includere Venezia ? In un certo senso la risposta a questo problema dipendeva dalla domanda più specifica: l'armistizio austro-piemontese si estendeva o no a Venezia ? Palmerston era d'accordo con il Governo francese nel rispondere affermativamente a questa domanda.4) Quando le autorità navali austriache dichiararono in ottobre il blocco di Venezia, Palmerston protestò presso il Governo austriaco che il blocco non era consono allo spirito in cui l'Austria aveva accettato la mediazione.s)
Nulla, nelle azioni di Dawkins, rifletteva l'atteggiamento di Palmerston verso il blocco austriaco: al contrario, egli non aveva alcuna simpatia per l'idea di una collaborazione anglo-francese nell'opera di mediazione. E certo che, per quanto lo riguardava, non collaborò con il console francese a Venezia, le cui simpatie per l'Italia e la cui intimità con Manin lo irritavano.
È ovvio che Palmerston non poteva essere eccessivamente influenzato dalle meschine lagnanze di Dawkins contro i Francesi a Venezia; ma per quanto riguardava il carattere del governo veneziano, egli doveva dipendere maggiormente da Dawkins per informazioni e opinioni. Tutte le volte che gli BÌ presentava l'occasione, Dawkins dipingeva il Governo provvisorio come violento e senza principi. Non nascose la sua soddisfazione quanto potè mandare a Palmerston la copia di un proclama rivolto dal governo veneziano alle popolazioni del retroterra, in cui le incoraggiava a prendere violente
) WM, 7/357, lettera privata del 7 agosto 1848.
! MO. 857, lettera privata a Bidwell del 24 agosto 1848.
M F.O. 7/357, lettera privata del 27 agosto 1848.
4) A* P., voi. LVIII (1849), p. 263, No. 236. Palmerston a Ponsonby, 31 ngo-
to 1848.
Ibidem, p. 478, No. 419, 2 ottobre 1848.