Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; CASATI AGOSTINO
anno
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1957
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pagina
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749
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VITA D'ESILIO DI DON AGOSTINO CASATI HBBJt7 VERONESE 77Zi EHBH
A Guido Fabiani con memore affetto.
La capitolazione dell'eroica Venezia fu suggellata dal sacrificio dei quaranta civili che, essendo esclusi dall'amnistia, dovevano lasciare ipso facto la laguna e Formai ricostituito Regno lombardo-veneto per cercare rifugio in terre non soggette all'Impero austro-ungarico. Questi esuli, ed i molti altri partiti spontaneamente timorosi di peggior sorte, andarono ad aggiungersi all'altra nobilissima schiera di proscritti (ottantuno in tutto) che si volevano lontani dallo Stato nell'interesse della pace e della tranquillità generale a seconda di quanto asserivasi nel proclama Radetzky del 12 agosto 1849 nell'atto stesso che ne rendeva pubblico l'elenco.
Fra gli esclusi di questo primo e maggior gruppo figuravano cinque patriotti appartenenti alla provincia di Udine ben tre dei quali si davano per spilimberghesi benché in realtà, uno solo di essi veramente lo fosse e precisamente G. Battista Cavedalis, per pochi giorni ancora combattente e triumviro in Venezia.*) Gli altri due erano l'udinese Domenico Beltrame, durante il 1848 Commissario distrettuale di Spilimbergo ed il veronese don Agostino Casati da più anni arciprete di Spilimbergo.
Chi fosse costui è presto detto.
Don Agostino Casati nacque a Verona il 12 gennaio 1807 secondogenito della florida famiglia d'un modesto fornaio trasferitosi in città intomo al 1790 da Gagliana terra del bergamasco.2) Avviatosi alla carriera ecclesiastica egli si laureò in diritto canonico ed in sacra teologia dopo aver vestito l'abito francescano nel venerando convento di S. Antonio in Padova. Frate di buona cultura e di rara operosità ben presto si distinse nell'insegnamento e nella pubblica predicazione, oltre che per l'umanitaria attività spiegata durante l'infierire dell'epidemia colerica del 1835-1836. Malgrado doti così egregie, non pare tuttavia che riuscisse troppo simpatico ad alcuni confratelli i quali gli resero così difficile la vita conventuale da costringerlo a passare al clero secolare ed ottenere per concorso (sul finire del 1840) l'arcipre-tura dell'insigne Cattedrale di S. Maria Maggiore di Spilimbergo, il più importante beneficio ecclesiastico di un comune friulano ragguardevole nel campo della storia ecclesiastica, civile ed artistica.
A Spilimbergo il nuovo arciprete fece grande incontro in grazia della dinamica attività pastorale innovatrice e della buona cultura di cui era fornito .messa al servizio del pio ministero parrocchiale. Se la larghezza delle elemosine gli procurarono l'affezione del popolo minuto e bisognoso, il restaurato decoro delle sacre funzioni (e la conseguente maggior spesa per le medesime) non lo resero invece troppo caro ai fabbricieri del Duomo usi da
1) E. LlflUHDi, Per un triumviro dimenticalo: il Generale G. B. Cavedalis spilimberghese (1794-1858), Cingoli, Lucchetti, 1928.
2) Da cortese comunicazione dei prof. Vittorio Fninclli, direttore della civica biblioteca di Verona al quale sono assai grato per le diligcntissimc e fortunate ricerche anagrafiche. Al Casati dedicò qualche riga il Dott. LUIGI Poema, Guida di Spilimbergo e dintorni, Pordenone, Gatti, 1885, pp. 285-286.
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