Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; CASATI AGOSTINO
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1957
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Enrico Liburdi
anni ad una spilorcia amministrazione del patrimonio parrocchiale con intuitivo e poco onesto loro vantaggio. Da ciò, il costituirsi in paese, di quell'esiguo ma autorevole ed attivo gruppetto d'opposizione all'arciprete, che in prosieguo di tempo, favorito da singolarissime e gravi circostanze politiche, procurerà gravi dispiaceri al Casati, godendo forse della sua stessa sventura
Cuore italianissimo, le squille guerriere del 1848 non lasciarono insensibile il nostro arciprete, il quale, benedetta in paese il 23 marzo la bandiera della libertà, il 27 insieme ai parroci dei paesi limitrofi, marciava alla testa della Guardia civica dell'intero distretto per affrontare il nemico che dice-vasi in rotta versoli TagUamento. Giunti al paesello di Cosa (a sei chilometri circa da Spilimbergo) la turba volontaria si accertò che in realtà, gli Austriaci erano già in fuga verso Codroipo per cui non valeva la pena di proseguire la marcia. Rientrati che furono in paese, le vie cittadine s'animarono all'istante per lo schietto entusiasmo dei volontari della patria indipendenza che, per la prima volta, serrate le file, avevano militarmente marciato con poco disagio personale e scarso pericolo. l)
Purtroppo le giornate di gioconda e spensierata attività patriottica non furono molte, perchè presto le baionette austriache ripassarono le Alpi alla riconquista del perduto dominio. A metà aprile infatti Spilimbergo era in angustie in seguito alla rapida avanzata in Friuli del nemico che consigliò la fuga ai maggiori esponenti della incruenta rivolta paesana. Fra questi profughi eravi anche la contessa Maria Monaco la quale, timorosa certo di saccheggi e di sevizie, trovandosi in istato di avanzata gravidanza, abbandonò l'artistico suo palazzo per rifugiarsi in Meduno ove, il 17 aprile, diede alla luce un figlioletto al quale volle imposti al sacro fonte i nomi di Fortunato Pio. Notizia di poco interesse codesta, ma che assume una qualche importanza riflettendo sul significato dei nomi imposti al neonato e su quanto l'arciprète Casati scrisse sul libro battesimale lasciandone duraturo ricordo: Ebbe questi l'acqua dal parroco di Meduno alle sei pomeridiane del di 24 detto [aprile] essendosi colà trasportata la madre per un panico timore di barbara invasione . *)
Il timor panico della contessa Monaco era del resto giustificatissimo e, fin da allora, guai al reverendo arciprete se l'austriaco (rientrato il di prima in paese) avesse potuto ficcare gli occhi su quella scritta battesimale! Egli, tuttavia, senza mentire i suoi schietti sentimenti di elevata italianità, in quella triste circostanza si adoperò del suo meglio per mitigare le ire del vincitore, scongiurare vendette e massacri, usando quel naturale e prudente e non inattivo riserbo ch'era indispensabile a chi, già compromesso, bramava almeno essere tollerato dalla soldatesca straniera, la cui dimora in Friuli era Subordinata prima alle sorti dell'esercito piemontese, poi alla durata della Repubblica Veneta in difesa della quale pugnavano tanti egregi concittadini capeggiati dal triumviro Gio. Battista Cavedalis cui rimaneva affidato il difficile dicastero della guerra.8)
1) VENEZIA, Arclùvio di Stato; B. 835: Governo Prow. 1848-1849 Fascicolo: Spilimbergo Lettera del 4 aprile 1848 al Cavedalis del Commissario Disiteli, di Spilimbergo Domenico Beltrame.
2) SPILIMBERGO, Ardi. Cattedrale: Registro Nascite: ad annum; a. 463.
3) E. LIBURDI, LO Bandiera della Legione Friulana alla difesa di Vernata del 1848-1849* Bologna, Azzognidi, 1940.