Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; LIBERALI
anno <1918>   pagina <520>
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E. PasscvmonH
sere necessario per impedire ogni progresso dell'idea repubblicana, alzava la voce quando, con lo svolgersi degli avvenimenti, ne vedeva possibile l'attuazione : Rispettiamo - diceva il nostro giornale il 27 aprile 1848 - le opinioni autorevoli che proclamano la necessità di un gran regno dell'Alta Italia, ma vorremmo che quelle opinioni si serbassero per la Dieta Italiana che ad ogni modo dovrà tenersi a Roma. La dottrina dei fatti compiuti, non ci va a genio, quando si compiono senza l'unanime acquiescenza di chi ha in essi interesse .1 Quando era nel vero V Italia Quando parlava in questo modo o quando ai veneti celebrava l'unione con il Carignanc ? In maggior contrad­dizione cadeva nell'asserire che la questione italiana non doveva ès­sere né monarchica, né repubblicana, ma di unità nazionale : AJ discuterla - notava - la condizione prima sta neli'escludere, ogni pre­concetto, nell'immaginare l'Italia come nazione che si debba politi­camente costituire da capo a fondo .3 Si sarebbe potuto chiedere al foglio pisano, come conciliava queste sue ultime idee con la celebra­zione del principio monarchico e domandargli come ritenesse possi­bile, che il sovrano piemontese, dopo avere arrischiato nell'impresa lombarda la sua stessa corona, avesse dovuto attendere il premio delle sue opere dal responso di un'assemblea nuova alla politica ed ostile, in maggioranza, non solo al Piemonte, ma a chi ne aveva in mano il governo. Poteva rispondere ritolta che nobilmente avrebbe operato il Garignano dando tutto alla patria e nulla esigerne in cambio ; ma allora perchè si addossava la difficoltà dell'impresa a Carlo Alberto lasciando al Pontefice il benedire ed a Leopoldo II il contemplare ? Ragionando come ragionava Vitalità compi vasi l'opera di disgregazione e depressione morale}; prima di celebrare la libertà ed il modo di usarne, bisognava conquistarsela : ed a questo fine non necessitava idealismo sociale, ma ci volevano fatti, senza usare ec­cessivi riguardi a principi di partito o a concezioni filosofiche, atte solo a inutili sentimentalismi.
E questo compresero la Patria e il gruppo politico che la soste­neva, come lo intesero altri liberali toscani, più avveduti, quali il Capponi, cui dovettero certamente dispiacere le idee dell'Itolo se, per mezzo del Vieusseux, ne ammonì dolcemente il Centolanti. Il giornale del Ricasoli si mise ben presto all'opera, ribattendo punto per punto le idee del confratello pisano, nulla lasciando di indiscusso, che avesse potuto turbare la concordia, indispensabile per il trionfo
1 'L'Italia, 80, 27 aprilo 1848. 3 1J'Italia, 81, 29 aprile 1848.