Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; CASATI AGOSTINO
anno
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1957
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752
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752
Enrico Liburdi
H meno spietato e più decente frutto di quella produzione poetica di bassa lega, e che può essere qui riferito a convalida dell'asserto, è l'epigrafe necro-logica preparata per l'arciprete ... quarant'anni prima ch'egli trovasse pace nel sepolcro I
Del cielo insulto e della chiesa aborto
orror d'umanità. Casati è morto.
Stando cosi le cose, è spiegabilissimo come quelle invocate benedizioni del cielo sui nostri fratelli che combattono in Venezia (giacché pare che fosse principalmente questa la frase incriminata da lui pronunciata in chiesa) venissero riferite tosto chissà con quali fronzoli, all'autorità austriaca, la quale (cosa insolita) fu oltremodo lenta e minuziosa nell'inquisire, forse perchè trat-tavaai di un ecclesiastico. " In compenso fu austriacamente inflessibile nel mantenere il provvedimento punitivo a suo carico: arresto avvenuto con clamorosa pubblicità la sera del 15 marzo 1849 e conseguente traduzione al forte di Osoppo con l'agguerrito accompagno di oltre duecento sgherri 1
Cinque mesi e mezzo durò quella prigionia senza che il detenuto fosse sottoposto a regolare giudizio. Gli erano di conforto, di quando in quando, la visita di qualche affezionato parrocchiano ed il poter celebrare in carcere la S. Messa oltre, s'intende, la tranquillità d'animo che mai abbandona chi sa d'aver sempre rettamente operato. Non per questo egli se ne stava quieto in prigione e sottomesso ai superiori deliberati. Più volte (e con ardita insistenza) a mezzo del magg. Antonio "Woller di Wollerstad comandante del Forte, invocò non solo la comunicazione delle accuse che gli si movevano, ma lo stesso processo perchè una regolare sentenza, una buona volta, ne determinasse l'innocenza o la colpevolezza, riuscendogli estremamente angoscioso l'incerto futuro. Ma ogni querela fu vana al pari delle sue richieste perchè il povero arciprete, angustiato e malandato in salute, soltanto il 30 agosto 1849 ebbe conoscenza del decreto emanato due giorni innanzi da quella storica Gasa Papadopoli ove, il 22 agosto, era stata stipulata e firmata dal Cavc-dalis la resa di Venezia all'austriaco: e forse non è improbabile che i buoni uffici del generale triumviro non fossero del tutto estranei al pietoso provvedimento. In virtù di tale decreto, Gorzkowsky autorizzava la dimissione dal carcere dell'arciprete Casati ingiungendogli l'immediato ritorno in parrocchia.
Questa disposizione, come vedremo, era in pieno contrasto col decreto emanato da Radetzky il 12 agosto annoverante il Casati fra gli esclusi dalla sovrana amnistia come reo di grave insubordinazione politica, e perchè... dimorante all'estero 1 Ma in ciò, evidentemente, si era incorsi in errore di nome perchè osserverà in seguito con fine ironia il Casati in alcune memorie difensive inviate al Vescovo ad un pover'uomo né mai ascoltato, né mai processato non si possono che per sbaglio infliggere successivamente due punizioni una più grave dell'altra come si fece con me, vale a dire, prigionia di cinque mesi e mezzo, e poi subito esilio indeterminato! secondaria-
1) Da ricordi familiari della dotta e gentile spuunbergbcse Signora Ida Valsecela che n'ebbe certa notìzia dal padre ano Antonio, nobile e colta figura di gentiluomo e di combattente per la patria indipendenza, autore di un bel Bonetto scritto in occasione della benedizione delle bandiere offerte dalle Contesse Maddalena Cornelio Montalban ed Annetta Cornelio Papadopoli ai battaglioni deus Guardia civica veneziana (13 gennaio 1849).